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  • Violamania: dal Belucha a Har Karkom

    Violamania: dal Belucha a Har Karkom

    La settimana appena iniziata in casa Fiorentina avra' il sapore della lunga e sognatrice attesa di conoscere l'avversaria che affrontera' proprio la formazione viola, il 22 e 29 agosto prossimi, nei preliminari d'Europa League. Troppa la voglia di confrontarsi a livello continentale non soltanto per il gruppo guidato da Vincenzo Montella, ma anche e soprattutto per i tifosi viola che, attendono da oltre tre anni e mezzo, ovvero piu' o meno da quel gol di Robben in una fredda serata di meta' marzo 2010, di cimentarsi con avversarie di alto rango al di fuori dall'Italia, per magari provare a raggiungere quell'obiettivo che significherebbe successo in un trofeo, con per giunta l'atto finale che si disputera' allo 'Juventus stadium'. Molta ne è passata di acqua sotto i ponti da quel disgraziato ottavo di finale, pesantemente condizionato dall'errore tecnico arbitrale di Ovrebo, e che compromise la qualificazione Champions contro il Bayern Monaco. Tanti gli errori commessi a livello societario, mediatico, organizzativo e dialettico da parte di un club, quello di via Manfredo Fanti a Firenze, che invece adesso sembra così tanto perfetto in ogni sua mossa, che non immaginare belle cose ad occhi aperti, sarebbe come commettere un delitto. E così nei prossimi giorni sara' bello fantasticare di passare gli ultimi giorni d'agosto in una meta che va dal Kazakistan, nazione dove gioca il club dell'Aktobe, ad Israele, patria dove difendera' i colori in Europa l'Hapoel Ramat Gan: insomma, parafrando l'espressione 'Dall'Appenino alle Ande', dal Belucha a Har Karkom.

    In attesa però di conoscere la sfidante per un posto al sole nei gironi della seconda coppa per club  a livello europeo, la Fiorentina dovra' affrontare altre due sfide importanti sul campo, ed una determinante fuori. Per cio' che riguarda le prime, occorre fare un passo indietro e non trascurare il test amichevole giocatosi sabato scorso contro i turchi del Gaziantespor. Discreto il primo tempo, molto buona la ripresa, eccellenti le parole del tecnico Vincenzo Montella nel post gara. Cresce la condizione atletica offensiva del duo Mario Gomez-Giuseppe Rossi, Borja Valero è sempre piu' un leader, la colonia spagnola sembra aver profuso allegria e buon gioco nel resto del gruppo e soprattutto, tranne qualche sbavatura difensiva (vedi Tomovic e Alonso) non ci sono stati segnali negativi a livello tecnico. Piu' che i quattro gol rifilati ai rossoneri ottomani, sono state le dichiarazioni del tecnico gigliato dopo il triplice fischio finale ad incoraggiare al 'thinking positive': eccellente l'integrazione del SuperMario numero 33 nella realtà viola, ottimo l'effetto Andrea Della Valle su tutto il gruppo, segnali incoraggianti per Adem Ljajic.

    Ed ecco che mentre fra la sfida al Villareal, che vede nelle fila viola tanti ex del 'Sottomario giallo', e quella contro lo Sporting Lisbona, calcisticamente parlando, tutti gli occhi andranno al sorteggio europeo di Nyon, prima la Fiorentina dovra' giocare la partita importante sul futuro dell'attaccante classe '91 di Novi Pazar alle prese con uno spinoso rinnovo del contratto, in scadenza fra meno di 12 mesi. Come detto splendido il lavoro fatto con il numero 22 serbo dal patron gigliato nella due giorni di giovedì e venerdì scorso a Moena, con parole chiare e promesse precise. Così come sottotraccia si sono mossi sul mercato alla perfezione sia il duo Prade'-Macia (capaci di prendere già una sorta di sostituito dello stesso Ljajic), che il presidente esecutivo Mario Cognigni, che sta tenendo i rapporti con il presunto agente ufficiale del giocatore. Se poi è voluto intervenire, prima con un tweet, e poi con una dichiarazione ufficiale contro l'amministratore delegato rossonero Galliani, anche uno straordinario uomo di classe e eccellenza, come il vicepresidente viola Panerai, proprio sul possibile prolungamento dell'ex talento del Partizan Belgrado, ecco che la società gigliata si è mostrata agli occhi prima dei suoi tifosi e poi dell'ambiente esterno, come una cosa unica e compatta, un esempio di virtuosismo e decisione, come da anni non si registrava a Firenze. Le condizioni per far finire bene la vicenda Ljajic, che ha il solo difetto di essere stata fin troppo tenuta per le lunghe, adesso ci sono tutti, perche' la società si è mostrata di nuovo solida e determinata. Tutto quello che serve per far si che chi ha il cuore viola possa riprendere semplicemente a sognare, come ai bei tempi della Fiorentina che ha viaggiato per l'Europa fino a tre anni fa. Insomma tutto cio' di cui c'era da troppo tempo bisogno, e che per fortuna finalmente e' tornato.

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