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Poteva essere la settimana del rilancio e della grande sfida contro la Juventus, rischia di diventare la settimana del definitivo strappo tra la dirigenza della Fiorentina e Paulo Sousa. La partita contro l'Udinese non è certo piaciuta alla proprietà e a chi ha seguito la squadra in tribuna al Friuli. Al di là di episodi e dichiarazioni più o meno confermate, si vede e si capisce anche da lontano un miglio che il rapporto tra le parti si sta logorando dopo diverse settimane di dichiarazioni contrastanti, mancanza di chiarezza e supercazzole varie. 
Ed è anche inutile nasconderci dietro ad un dito: il mercato di gennaio ha lasciato sul campo le macerie. Da lì in poi il giocattolino non è stato più bello, salvo rarissime eccezioni, come quello visto nella prima parte della stagione. E Sousa un po' del suo ce lo ha messo. Le scelte fatte ieri, e ci riferiamo alla formazione iniziale, hanno lasciato tutti perplessi. Astori, Kalinic, Borja Valero fuori, Bernardeschi, Roncaglia, Blaszczykowski dentro, così la frittata è stata fatta. 
Così qualcuno è riuscito a trasformare Zapata in Cristiano Ronaldo, Thereau in Suarez, Badu in un mezzo fenomeno. Tutti quelli che entravano nel mezzo avevano vita facile e creavano problemi. Davanti a questi una squadra che teneva sì palla, ma non sapeva creare la benché minima occasione. E così domenica arriva la Juventus, purtroppo nel momento più delicato della stagione.