4
La Fiorentina è entrata in una nuova era, e questo si era capito fin da quando Rocco Commisso aveva varcato per la prima volta le porte dell’aeroporto di Peretola, quel caldo 6 giugno, che sarà per sempre una data storica per la squadra viola, ma anche per la città di Firenze. Non è solo l’entusiasmo portato nell’ambito calcistico, ma anche la voglia di fare e di radicarsi in una realtà nuova come quella fiorentina, che ha fatto subito innamorare i toscani di Commisso, che è diventato un po’ per tutti lo zio d’America. Il suo modo affabile, la disponibilità nei confronti dei tifosi e la voglia di portare in alto la squadra viola l’hanno fatto entrare subito nel cuore dei tifosi.

IDEE- Commisso è arrivato a Firenze con delle idee ben precise, la prima era farsi amare dai fiorentini, la seconda riportare la squadra viola ai vertici del calcio italiano e non solo, la terza lasciare alla città del giglio un ricordo indelebile del suo passaggio. In soli cinque mesi queste idee si sono tramutate in situazione concrete, con la Fiorentina che sta riacquistando anima e corpo, i tifosi che affollano le tribune del Franchi, e dei progetti di infrastrutture che potrebbero per sempre cambiare la città.
TOTAL CONTROL - Se la precedente gestione ha giocato a ping pong con il Comune di Firenze, continuando a rimandare la questione legata al nuovo stadio e al nuovo centro sportivo, sono bastati pochi mesi a Commisso per acquistare un enorme terreno a Bagno a Ripoli, dove costruire una casa per la società viola all’avanguardia, e costringere Nardella a strizzare l’occhio al progetto stadio alla Mercafir, andando incontro alle richieste del tycoon americano. Il sindaco di Firenze, infatti, ha riportato come una clausola imprescindibile per Commisso era quella di avere il “total control” sui progetti per le nuove infrastrutture della Fiorentina, missione compiuta, con 16 anni e mezzo di anticipo rispetto ai predecessori.