Quello che Luis Muriel ha mostrato nei primi due mesi con la maglia della Fiorentina vale il prezzo di un abbonamento. Roba da far alzare in piedi il pubblico per applaudire, e in effetti così è stato. Dalle magie contro la Sampdoria alle cavalcate letali al fianco di Chiesa: il bilanciamento della Viola a trazione anteriore aveva messo in difficoltà la difesa, divenuta perforabile come l'acqua. Là davanti, però, che spettacolo.

Con la decrescita corale, anche le prestazioni di Muriel si sono ammutolite, tanto che il siluro all'incrocio dei pali contro l'Inter è un ricordo fin troppo lontano. Da qui a pensare di non riscattarlo, però, ce ne corre: perché la Fiorentina sta riflettendo in merito all'esborso da versare nelle casse del Siviglia. Circa tredici milioni di euro. Più un ingaggio non certo leggero. E l'età, ventotto anni compiuti. Perplessità su queste riflessioni. La flessione in termini realizzativi si è fatta sentire, senza dubbio. E con Montella il feeling non è scattato. L'Aeroplanino, che già lo aveva allenato a Genova e in Spagna, non è riuscito a lanciare il colombiano così come aveva fatto Pioli, trascinato inizialmente dai suoi eccessi tecnici. Pensare che Muriel non faccia al caso di questo progetto, però, è un suicidio sportivo. Tolto Chiesa, chi ha mostrato negli ultimi due anni spunti così cristallini? Se messo nelle condizioni, può essere devastante. La costanza non è mai stata il suo forte, ma lasciarsi scappare un calciatore del genere, in questo impoverimento tecnico, è davvero azzardato. La Fiorentina riparta da lui, e da quelle briciole che può raccogliere dopo un'annata disastrosa.