Numeri alla mano, analizziamo. Quarta rimonta consecutiva patita, altrettanti pareggi in serie; Simeone non segna da cinquantuno giorni, dopo la sosta saranno quasi settanta; la Fiorentina non vince da fine settembre, regalo al VAR contro l'Atalanta; Pjaca ha lasciato il segno in una sola occasione, quando ha segnato con la SPAL. Questo, ma è solo la parte più grossa.

Il croato è sparito. Impalpabile, anonimo: Pioli lo vede in crescita, io no. Sulla fascia è perso, magari un accentramento potrebbe dargli una nuova linfa. Totalmente assente, graffia solamente quando il Frosinone gli lascia spazio in un'occasione. L'argentino, invece, è ormai un corpo esanime in zona realizzativa: lotta ma nella sterilità finalizzativa ormai ci sguazza. Per non parlare di un Gerson che è stato sovrastato per novanta minuti da Chibsah.
Un pareggio a Frosinone, con un eurogol di Pinamonti - già castigatore della Primavera nella finale Scudetto - è un autogol in chiave europea. Un salasso nell'economia delle ambizioni. Non basta. Ventuno tiri, uno solo infilato alle spalle di Sportiello, un ruolino non consono per gli obiettivi prefissati.

Ci sarebbe tanto da dire. I tifosi iniziano ad avere dubbi su Pioli: sicuramente, il tecnico ha la colpa di non aver dato un'idea tattica consolidata e un gioco efficiente, anche se è da sottolineare come gli innesti che avrebbero dovuto fare la differenza stanno fallendo per i più disparati motivi. Urge un confronto nella sosta, magari per mettere ogni pedina al proprio posto naturale. Iniziamo a preoccuparci?