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Molto probabilmente non se ne parlera' nell'assemblea dei soci in programma domani a Firenze che finalmente varera' la ratifica di alcuni contratti fondamentali, fra cui il rinnovo annuale del direttore sportivo Daniele Prade', stanziera' il budget per la prossima sessione di calciomercato e portera' all'introduzione di uno o due nuove figure nella dirigenza del club, fra cui certamente un nuovo responsabile marketing. Eppure sarebbe un peccato che non si metta al centro della discussione alla presenza dei vertici della Fiorentina il futuro del capitano Manuel Pasqual, contratto in scadenza a giugno 2015, con possibile opzione per l'anno successivo.

Non solo e non soltanto perchè il numero 3 viola è il leader dello spogliatoio della squadra che è rinata dopo il biennio della gestione societaria Corvino-Mihajlovic-Delio Rossi, ma perchè il classe '81 veneto è la persona che piu' di tutti ha unito dal punto di vista umano prima ancora che tecnica, la piazza di Firenze. Può darsi che non sia un fenomeno, anche se visti gli esterni difensivi in Nazionale convocati per 'Brasile 2014' lo stesso Pasqual non avrebbe sfigurato, o che le prestazione nell'ultima stagione non abbiano fatto nascere il dubbio che sulla corsia mancina difensiva serva almeno un altro rinforzo, se non un vero e proprio titolare ma l'ex anche di Reggina ed Arezzo è la persona da piu' tempo in Fiorentina cui i Della Valle si fidano visto che il giocatore gioca per il club gigliato da oltre nove anni, e lo stesso azionista di maggioranza Diego ha usato Pasqual come esempio per dire che lui non avrebbe certo mandato quest'ultimo sotto la curva dei tifosi viola a trattare con un Genny la Carogna qualsiasi.

Decidere domani, cioè oggi, del futuro in Fiorentina di Manuel Pasqual, darebbe sicuramente maggior solidita' al futuro della squadra perchè se i compagni sanno che cosa aspetta il capitano, possono farsi un'idea del progetto tecnico-societario che li aspetta. Non a caso la decisione sul suo rinnovo meno di un anno fa fu un bellissimo segnale di coerenza e affezione. Non è detto che per Pasqual in Fiorentina si debba per forza prospettare un futuro tecnico anche dopo giugno prossimo, perchè ad esempio il ragazzo di San Dona' di Piave starebbe benissimo pure dietro una scrivania, tanto che c'è qualcuno che lo ha proposto come rappresentante dell'Aic al Consiglio federale.
Pasqual non segna come Giuseppe Rossi, non salta gli uomini come Juan Gulliermo Cuadrado (a proposito, grazie al club per il suo riscatto a titolo definitivo, a prescindere che venga venduto in questa estate oppure meno) ma è certamente la faccia bella del calcio italiano da cui bisognerebbe ripartire. Sarebbe bello se un segnale in questo senso non incominciasse a partire da Firenze, tanto per far capire che per la Fiorentina il calcio è una cosa importante, seria e che punta anche su certezze e riconoscenza non fine a se' stessa.