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La strepitosa vittoria di ieri della Fiorentina allo Stadio Armando Maradona è stata possibile soltanto grazie alla qualità indiscussa del gioco del proprio allenatore, alla tenacia di una squadra che in campo ne mette tanta e alla personalità di un gruppo finalmente consapevole della propria forza. A pochi giorni di distanza i viola dopo il pareggio di San Siro, in cui per larghi tratti hanno dominato i campioni d’Italia dell’Inter, sono riusciti espugnare Napoli. I meriti senza dubbio sono di Vincenzo Italiano che in pochi mesi è riuscito a migliorare se stesso e tutta la rosa a disposizione, riuscendo nell’impresa di limitare certi atteggiamenti che spesso nella scorsa stagione mettevano in difficoltà gli equilibri in campo. Adesso la Fiorentina appare più solida ed equilibrata rispetto al girone di andata, ha 23 punti e 9 vittorie in più rispetto a quanto fatto nel 2020-2021 dopo 31 partite, ben 6 successi esterni e un percorso che non è stato scalfito neppure dalla dolorosa partenza di Vlahovic.  Contro i partenopei la squadra ha dominato la partita anche dal punto di vista mentale: entrati in campo super aggressivi i viola sono riusciti a trovare agilmente il vantaggio di Gonzalez, contro una difesa avversaria che fino ad ora aveva regalato veramente poco agli attaccanti avversari. È fenomenale anche la reazione al momentaneo parteggio di Mertens nel secondo tempo: la squadra non si è fatta prendere dalla frenesia e in pochi minuti con la freschezza del subentrato Ikonè e la perla di Cabral è tornata a condurre, e poi archiviato, la partita.
 
I MIGLIORI – Dopo l’ode al tecnico, che rimane il vero e proprio artefice dei risultati visti in questa stagione, occorre soffermarsi su due prestazioni in particolare. Senza contare Nico Gonzalez, solita spina nel fianco delle squadre avversarie che adesso sta trovando continuita anche in zona gol, senza dubbio decisivi sono stati Jonathan Ikonè e Arthur Cabral. Il francese, che dopo la sua mancata presenza contro l’Empoli aveva già attirato su di sè le prime polemiche, questa volta non sbaglia e al primo pallone toccato trova il suo primo gol in maglia viola. Il numero 11 viola è il 18 giocatore della Fiorentina ad andare a segno in questo campionato, un vero e proprio record. Per quanto riguarda il secondo il discorso è molto diverso. I video su youtube delle sue prodezze con la maglia del Basilea, visionati da molti tifosi viola al momento del suo arrivo a Firenze, mostravano un attaccante strapieno di tecnica, grinta e immaginazione. La rete di ieri, per il modo in cui è stata cercata, conferma quell’impressione e alimenta la curiosità di scoprire quanto il brasiliano possa incidere in questa Fiorentina.
I PEGGIORI - Scusateci ma questa volta non abbiamo riscontrato prestazioni sotto la sufficienza, i tre punti finali sono frutti della coralità di un gruppo spesso bistrattato ma che adesso unito sta riportando dove merita una tifoseria ed una città intera.
 
 RINCORSA EUROPEA – Una vittoria come questa serviva e come, soprattutto a Firenze e alla sua tifoseria. La Fiorentina adesso si è costruito la straordinaria opportunità, che sarebbe un delitto non provare a trasformare in realtà, di conquistarsi il ritorno in Europa: c’è una qualificazione da conquistarsi oltre ad una finale di Coppa Italia da provare a strappare alla Juve. Un finale di stagione che fino a pochi mesi fa neanche i più ottimisti avrebbero ipotizzato ma che adesso va affrontato fino in fondo senza timori reverenziali e consci delle proprie potenzialità. Adesso ci sono 8 “finali” da affrontare, 7 in campionato ed una in coppa, che potrebbero dare un’accelerata alle ambizioni sportive di questa società, serve però un ambiente unito: squadra, dirigenza, addetti ai lavori e tifosi, tutti uniti verso il sogno chiamato Europa.