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  • Violamania: la storia non si fa con le presentazioni, ma che sia l'inizio di qualcosa di speciale

    Violamania: la storia non si fa con le presentazioni, ma che sia l'inizio di qualcosa di speciale

    • Federico Targetti
    Era un momento attesissimo, come del resto imponeva la cifra spesa per portarlo a Firenze, 27 milioni di euro totali. Ma al punto tale da definire il giorno della presentazione di Nico Gonzalez “storico” per la Fiorentina, come ha fatto il DG Barone? Forse. Perché se l’esterno d’attacco ex Stoccarda aggiungerà dei passi importanti al grande tango argentino che si balla da tanti anni in riva all’Arno, allora, guardando indietro, potremo definire storica la giornata di ieri. Ricordate Amrabat? Accolto come se fosse Kanté (a Verona sembrava la sua versione XL e passata in candeggina), oggi sembra avulso dal progetto di Italiano, e la convalescenza post-operazione e il mercato certo non aiutano. Oggi nessuno a Firenze definirebbe storico il giorno della presentazione di Amrabat come nuovo calciatore viola. E allora ecco che speriamo tutti che colui che gli ha soffiato il posto di giocatore più pagato della storia della Fiorentina non lo imiti nel rendimento sul prato del Franchi.
     
    TANGO E... SAMBA – Curioso notare come Gonzalez abbia continuamente fatto ricorso alla sfera semantica della gioia nel corso della sua presentazione: si è definito felice e soddisfatto, specie rispetto alla destinazione rifiutata (il Brighton), ha dichiarato che l’obiettivo è quello di divertirsi e divertire, ha elevato a priorità l’allegria ai tifosi della Fiorentina. Non prima di rammentare che all’euforia di vincere la Copa America soggiaceva l’orgoglio di rappresentare la propria Nazione. La gioia di Gonzalez nel giocare a calcio, almeno stando a come ne parla, è quella tipica dei brasiliani: ci troviamo forse ad una sintesi delle due migliori scuole del calcio sudamericano? Tutto questo non fa che aumentare la curiosità di vederlo in campo contro la Roma di Mourinho e, perché no, anche contro il Cosenza dopodomani, dato che, sempre a detta del nuovo 22 gigliato, la forma fisica è già ottimale.
     
    CERCASI GOL – Riesumando una delle frasi di Italiano diventate celebri in ritiro: “Se Vlahovic non avesse fatto 21 gol l’anno scorso, sarebbe stato un bordello”. Che poi è il pensiero di chiunque, a Firenze. Servono gol dalle mezzali, e il rientro e la conferma dopo il prestito a Verona di Benassi sono leggibili in tal senso, e soprattutto dagli esterni, considerati dal tecnico per sua stessa ammissione alla stregua di attaccanti. Tuttavia, Sottil ha appena 2 reti in A nel suo curriculum, Saponara 22 ma in tanti anni di militanza, Callejon è quello che vede meglio la porta ma è un assist-man ancor più squisito. Le 6 reti in 15 partite di Gonzalez l’anno scorso, proiettate su 38 incontri, darebbero un esterno offensivo da doppia cifra. E, sebbene Nico abbia negato che gli siano tati chiesti specificamente gol, è proprio per il contributo offensivo che la Fiorentina ha puntato tanto, tantissimo su di lui. La storia ancora è tutta da fare, ma che sia l’inizio di qualcosa di memorabile. Magari in coppia con Vlahovic, per quello che vuole essere l’anno del Rinascimento della Viola targata Commisso.
     

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