Commenta per primo
Cinque anni dopo l’ultima volta la Fiorentina torna in Europa, e dà l’impressione, per l’entusiasmo della gente e della squadra, è che questo sia soltanto l’inizio. L’impresa del gruppo e di Vincenzo Italiano, perché gran parte dei meriti sono da attribuire proprio all’ex tecnico dello Spezia, da di miracolo e sono i numeri a confermarlo: grazie al 2-0 di ieri sera i viola chiudono a 62 punti, ben 22 in più della stagione scorsa. È ufficiale la Fiorentina è tornata in Europa, ance se nella meno quotata Conference League. Stagione con finale da sogno: il timbro decisivo per la qualificazione arriva nella partita più sentita, e se possibile stavolta ancora più sentita, perché contro quella Juventus che a gennaio si è portata via Vlahovic. Si tratta di un vero e proprio miracolo sportivo, appunto, festeggiato in un ‘Franchi’ tutto a tinte viola come ai bei tempi. E pensare che la formazione iniziale aveva lasciato un sacco di dubbi: Piatek al posto di Cabral e Amrabat a sostituire Torreira. La Fiorentina, grazie al solito possesso palla, prende subito il pallino del gioco senza però impensierire troppo Perin. quest'anno è una vera figura viola: le prime conclusioni arrivano infatti con Bonaventura attorno al 25’, due conclusioni da dentro l’area che non hanno creato apprensioni ai bianconeri. Dall’altro versante la Juventus, ben contenuta dalla difesa viola, non metteva praticamente mai in pericolo la porta di Terracciano, impegnato solo nel consueto dialogo coi piedi coi compagni, tipico del gioco di Italiano. Il vantaggio arriva forse nel momento più inatteso: al 45’ Duncan si trova a tu per tu con Perin dopo uno svarione della difesa ospite e non si fa ipnotizzare. Nella ripresa i viola portano a casa il risultato quasi per inerzia, limitando al minimo i danni. Il rigore di Gonzalez ha dato il via il via alla festa del Franchi.
 
I MIGLIORI – Italiano lo conferma dopo la disastrosa prestazione di Genove e lui lo ripaga alla grande. Alfred Duncan parte così così ma piano piano prende le misure e per poi trovare la zampata giusta. Una zampata che spedisce la Fiorentina dritta, dritta in Europa. Prestazione superlativa anche di Giacomo Bonventura, il più determinato nella prima frazione: sfiora il gol in un paio di circostanze e, sia pur da terra, riesce a servire Duncan in occasione dell’1-0. Senza contrare i  suoi inserimenti, sempre insidiosi per la difesa bianconera.
 
I PEGGIORI – Anche stavolta è difficile trovare l’insufficienza tra i giocatori della Fiorentina, perché per quanto espresso in campo tutti oggi meritano la gloria. Resta comunque un unico neo a questa squadra, una pecca che nell’ultimo mese è mezzo non ha permesso ai viola di conquistare precedentemente il pass europeo. Il centravanti è sempre ai margini di questa squadra, spesso costretto ad agire fuori dall’area di rigore. È successo a Cabral nelle ultime giornate, è successo anche ieri a Piatek che nonostante abbia lottato su tutti i palloni quasi mai è andato alla conclusione.