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Serviva una vittoria, ed è arrivata. Non importava contro chi, né chi avrebbe segnato o comunque contribuito ad ottenerla. E' proprio vero: ti accorgi delle cose che più ti importano quando queste ti vengano a mancare. La Fiorentina aveva abituato tutti, specie i propri tifosi, così bene nel girone d'andata (calcio champagne, giocate favolose, sogni d'altissima classifica) che questi quaranta giorni a secco sembravano aver trasformato la parola 'vittoria' in un tabù. Un gennaio maledetto: le sconfitte - condite da tanta sfiga -, qualche colpo di mercato mancato, la vicenda portieri, l'infortunio di Pizarro, e soprattuttutto le prestazioni del top player gigliato Stevan Jovetic che a più di qualcuno avevano fatto tornare cattivi pensieri. Un menu troppo amaro da digerire. Se non ci fosse stata una società organizzata, dei dirigenti riflessivi, uno spogliatoio sano, un allenatore e uno staff tecnico saggi e soprattutto una piazza matura, sarebbe bastato pochissimo per mandare tutto in vacca. E invece con la vittoria di ieri contro il Parma il treno viola può ripartire, per - si spera - non fermarsi più. 

La gara contro i ducali, paradossalmente, è stata meno bella del solito: Pasqual e compagni non hanno costruito valange di occasioni, come ad esempio contro il Pescara, o dominato intere frazioni, come è accaduto a Udine (il primo tempo), ma ha portato tante buone notizie. Innanzitutto il ritorno di Pizarro. Il cileno è il vero fuoriclasse di questa squadra, e quando c'è lui la differenza si sente, non solo in termini di giocate. Poi i 'nuovi' gol degli attaccanti, sia di Toni che di Jovetic, proprio quando quest'ultimo sembrava avvitatosi in un vortice negativo. Intorno una squadra che è tornata comunque a mostrare carattere e voglia di vincere, nonostante un gennaio maledetto abbia provato in tutti modi a distruggerne le certezze. Dal gol del montenegrino - più o meno le 16.10 di ieri - il pensiero di tutto il popolo gigliato è andato già alla gara di sabato prossimo. Non una partita qualsiasi: forse solo negli anni in cui i viola erano impegnati nella rincorsa Champions con Prandelli in panchina, non è stata la partita con la P maiuscola...

La 'Fiesole' nell'ultima mezz'ora contro il Parma ha già iniziato a scaldarsi con il classico 'chi non salta è bianconero', e anche Montella ha tolto Jovetic e Borja Valero, diffidati, risparmiandogli gli ultimi giri di lancette dell'orologio del signor Russo di Nola. La gara d'andata disputatasi al 'Franchi' ha dimostrato che la Juventus è forte, soprattutto nei momenti difficili, ma non insuperabile. Quella sera la sfortuna colpì gli attaccanti viola sotto porta (un'anticipazione di ciò che sarebbe successo qualche mese dopo). Ma proprio in quella notte di fine settembre si ebbe per la prima volta la sensazione che la Fiorentina quest'anno avrebbe fatto sul serio. L'attesa in vista dei 90 minuti contro i bianconeri sarà lunghissima, ma in casa viola, soprattutto dopo i tre punti conquistati sul Parma, è tornato il clima giusto per tornare a sognare concretamente un futuro piazzamento nel'’Europa che conta, e per lavorare serenamente in questa settimana d'attesa che, inutile raccontarselo, non sarà mai una vigilia qualsiasi. Tanto che più di qualcuno già oggi conta non i giorni ma le ore, i minuti, i secondi, al fischio di inizio dello Juventus Stadium.