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Sono rimasto profondamente deluso da molte persone che negli ultimi giorni hanno parlato o semplicemente si sono espresse in varie forme intorno alla vicenda che ha visto coinvolto Adrian Mutu lo scorso week-end. Posso provare a giustificare il tifoso medio, che ha il mero interesse del bene sportivo della squadra, qualsiasi siano le forme che portino ad esso, ma il cittadino fiorentino e soprattutto alcuni elementi della società potevano dire ben altro, dopo che un giocatore, professionista, lautamente pagato per tenere un comportamento corretto anche fuori dal campo, reduce fra l'altro da una squalifica di nove mesi per una vicenda di doping, si è fatto trovare oltre un orario degno per un uomo di sport (le cinque di notte) al di fuori di un locale, provocato o no, ad alzare le mani verso un'altra persona. Ho pensato che se fosse stato il cameriere a tirare un pugno al 31enne di Calinesti probabilmente sarebbe stato 'impiccato' in piazza del Duomo dopo poche ore. E invece, a parte una solidarietà (di facciata) dei più, da parte di quasi tutto il mondo Fiorentina si sono prese le difese di Mutu, il quale andrebbe difeso come patrimonio calcistico del club.

Nella lettera di scuse preparata dagli avvocati del numero dieci viola non c'era il minimo accenno di pentimento verso il cameriere che, provocatore o no, ha subito conseguenze fisiche ingiustificabili. Il tecnico Sinisa Mihajlovic ha smentito la dura presa di posizione sulla vicenda assunta dal dimissionario presidente Andrea Della Valle, sabato scorso, neanche due ore dopo che quest'ultimo aveva parlato. Il direttore sportivo Corvino, che come tutto il resto della società non ha vigilato sulla vita extracalcistica del giocatore (come di altri tesserati), ha emesso una sentenza frettolosa, dicendo che il giocatore domenica sarà a Catania, prim'ancora di qualsiasi comunicato sul sito ufficiale. Nel mezzo, come detto, più i tifosi che i fiorentini, i quali consapevoli della debolezza della squadra quest'anno, opportunisti come il club dopo l'infortunio di Jovetic, hanno pensato a Mutu come giocatore, e non come essere umano.

Preferisco però essere tacciato di perbenismo o di giustizialismo nei confronti di Adrian Mutu, ma io all'immagine data dalla famiglia Della Valle al club, di rispetto degli avversari, 'terzo tempo' e 'Save the children', ci credo davvero. E' quello che mi fa ancora oggi amare la Fiorentina, nonostante lo tsunami che l'ha attraversata nel recente passato. E invece sento da fior di giornalisti, opinion leader, portatori sani di verbo calcistico, semplici auspici di vedere il rumeno in campo fin da domenica sera, in modo che possa tornare a segnare per la Fiorentina. Per me, salvo novità clamorose della società, una semplice multa verso il giocatore, dopo quanto accaduto, sarebbe una sconfitta più grave di una retrocessione, e un'occasione persa di dare l'esempio di un calcio etico da parte di questa proprietà, che si era opposta, al suo arrivo a Firenze, all'idea di pallone 'corrotto'. Ad oggi non me la sento di esultare in caso di vittoria con Mutu in campo. Datemi del gobbo, autolesionista o falso tifoso. Sento però che il mio amore per la Fiorentina è cresciuto con altri numeri dieci: da De Sisti ad Antognoni, passando per Roberto Baggio e Rui Costa. Campioni in campo e gentiluomini fuori, di una Fiorentina forse poco vincente ma che era da esempio per i bambini che indossavano quella maglia che oggi credo Mutu, visto la scritta 'Save the children' che c'è davanti, si dovrebbe vergognare di indossare.