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È questa la settimana che porterà alla ripresa del campionato, con la Fiorentina impegnata nel match dell'ora di pranzo contro l'Udinese. Sarà l'inizio di un mini ciclo teoricamente alla portata viola e che, in pratica, ci dirà in modo chiaro ed inequivocabile dove si colloca la squadra di Prandelli: Udinese in casa, la trasferta di Benevento, il Toro al Franchi e la gita insidiosa a Crotone. Impossibile oggi teorizzare i punti che potrà fare la Fiorentina, troppo fragile ed imprevedibile per consigliare un qualsiasi pronostico.

La curiosità è capire se e cosa cambierà Pioli ma ho la sensazione che non saranno i venti metri più più avanti o più indietro di Benassi a cambiare la Fiorentina. La priorità del tecnico dovrà essere quella di migliorare la fase difensiva, di squadra e individuale, riuscendo al tempo stesso ad accompagnare maggiormente Simeone in fase offensiva. Un compito molto impegnativo vista la rosa a disposizione di Pioli. In questi giorni, complice la sosta, si è cominciato a prestare attenzione ai rinnovi dei contratti in scadenza. Sarà difficile per Badelj che se è rimasto lo ha certamente fatto con la prospettiva di essere libero a giugno.

Ma il tema è Chiesa, il suo contratto scade nel 2021 ma è ormai l'unico calciatore di riferimento viola. E quindi è giusto che continui a guadagnare cifre da novizio della A quando club come Napoli, Inter e Zenit già gli farebbero ponti d'oro? È il solito discorso. Saranno in grado i Della Valle di trattenere almeno lui? Probabilmente no. Manca la volontà economica ma soprattutto manca un progetto tecnico adeguato. E qualcuno dovrebbe iniyiare a chiedersi perché l'Atalanta riesce a trattenere il Papu Gomez, il Torino Belotti, la Lazio De Vrij e Milinkovic Savic, il Napoli praticamente tutti e invece a Firenze non resta nessuno. È questa l'accusa più pesante che si può rivolgere alla proprietà.