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Quello che si è visto usare un tono irriverente verso la stampa, al limite della sfrontatezza, alla vigilia della partita dell’Olimpico di Torino contro i granata e, quello che nel post gara contro la formazione guidata da Giampiero Ventura, ha sfidato a colpi di provocazione gli interlocutori che aveva di fronte, era davvero Vincenzo Montella. Non è una copia sbiadita o un sostituto clone del tecnico di Castello di Cisterna, ma la stessa persona che per due anni ha giocato al gatto col topo con la stampa fiorentina ed adesso la attacca a testa bassa. Prima le punzecchiature da lontano, ovvero un ‘qualcuno a Firenze si è montato la testa’ ed il chiaro riferimento, visto che erano esclusi da tale indicazione tifosi e squadra, che riguardava anche parte dei media della città del giglio. Poi l’affondo del tipo ‘sulla mia squadra non c’è serenità di giudizio’ o ‘prendetevela con me ma non la mia squadra’, ed infine l’affronto pubblico di ieri con ‘sono contento di non avervi accontentato. Se eravate bravi allenatori, facevate gli allenatori’.

Come può essere che una persona tanto intelligente e lungimirante nelle cose come l’ex Aereoplanino, oggi si ritrovi ad usare, a suon di parole, missili terra-aria contro i giornalisti? Per chi ci ragiona sopra è facile la riposta: Montella non è sereno e sposta su un bersaglio facile come chi ha una penna in mano, o una tastiera di pc, i suoi strali che vorrebbe diretti verso altri obiettivi, ma non può. Del resto non è stata la stampa di Firenze ad indicare questa rosa come la piu’ forte della sua gestione societaria, o ha obbligato questa squadra a lottare fino a fine stagione almeno per il terzo posto. Il tecnico gigliato sa che Andrea Della Valle pubblicamente e, l’uomo cui fa riferimento l’azionista di maggioranza in società (ovvero Mario Cognigni), se non si otterranno i risultati voluti, gli presenteranno presto il conto, anche se ci sono una serie di alibi lunga una fila al casello nel giorno di Ferragosto cui Montella potrebbe nascondersi. Ma niente lo può salvare da un bilancio economico che la Fiorentina chiudera’ in negativo di venti milioni di euro a fine anno.
Quindi oggi Montella se la prende con la stampa, cercando di nascondere dietro battute ad effetto e roba da libro delle citazioni, più che da titoli di giornali, il fatto che abbia usufruito in questo mese di settembre di un secondo pre campionato, visto che quello vero lo ha dovuto trascorrere in aereo per le numerose tournèe ed in attesa dei rinforzi sperati e richiesti, alcuni dei quali arrivati soltanto nelle ultimissime ore di calciomercato e un non gioco cronico della sua squadra, bloccata dagli infortuni gravi in attacco e la fase involutiva del suo cervello, Borja Valero. Continui pure l’allenatore gigliato a prendersela con i giornalisti. Chi ha la coscienza pulita non si sentira’ toccato dalle sue parole, chi ce l’ha sporca, sa da se che lavora semplicemente pro domo sua, e quindi aumentera’ il carico di macchina del fango contro Montella stesso. Quest’ultimo però, quando la prossima estate lascera’ Firenze, lo faccia in maniera diversa da quanto hanno fatto due suoi predecessori illustri: Cesare Prandelli e Pantaleo Corvino. L’ex tecnico ed ex d.s. viola, hanno preferito farsi insultare dai tifosi che prima li idolatravano, piuttosto che raccontare pubblicamente le manchevolezze di un club che è sempre il primo responsabile quando le cose non vanno bene. Se Montella parlera’ chiaro, prima di lasciare per sempre Firenze, questo suo nervosismo sterile autunnale sara’ dimenticato. Altrimenti si rivelera’l’ennesimo ominicchio al soldo dei Della Valle, che fa dell’omerta’ tipica del mondo del pallone italico una ragione d’essere, cancellando con un bel colpo di spugna il ricordo di quasi due anni di calcio ad altissimo livello. E visto quanto poco si vince alla Fiorentina, meglio essere rimpianti come uomini, che come esseri umani che valgono ben poco.