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Colpo su colpo. Per 70 minuti, la Fiorentina ha meritato il pareggio che stava maturando all'Allianz Stadium contro la Juventus. Un'occasionissima per Saponara, le folate di Odriozola, la difesa che bene o male tiene botta. Poi Milenkovic sbaglia un paio di entrate e un punto guadagnato evapora sotto i colpi di Chiesa (traversa premonitrice) e Cuadrado, proprio gli ex viola. Un ingresso provvidenziale, quello del colombiano, che evidenzia se mai ce ne fosse bisogno, come la rosa della Fiorentina non sia ancora all'altezza di quelle delle squadre che la precedono in classifica. 

MANI NEI CAPELLI - Quelle che si metterebbe Italiano se ne avesse, dopo essersi girato verso la propria panchina. Serve dare un giro di vite alla partita? C'è solo Sottil: perché Kokorin è perso da qualche parte tra un affaticamento e una contrattura, e Gonzalez è incappato nella positività al Covid. Non che se il primo fosse stato disponibile, sarebbe stato di chissà quale utilità, ma vedere Egharevba, un primavera, come unica alternativa a Vlahovic è sconfortante. La difesa è ben guarnita (e menomale, poi ci torniamo), il centrocampo ha tante soluzioni, ma alla Fiorentina mancano disperatamente varianti in attacco, e a gennaio dovranno essere apportati numerosi correttivi. 
MA PERCHÉ AMRABAT? - Non ce ne voglia Italiano, che deve aver visto nella prova di Torreira una stanchezza, una stortura che da fuori non si è percepita. Il cambio fra l'uruguayano e il marocchino è stato disastroso, perché la Fiorentina ha perso geometria e il numero 34 ha perso alcuni palloni sanguinosi, tra cui quello che ha portato al rosso per Milenkovic. Un cambio conservativo quando ancora non era il caso di conservare. Semplicemente, Amrabat è un pesce fuor d'acqua. Non è una mezz'ala, e Italiano ha ragione, non è un vertice basso, e Italiano ha torto quando gli assegna quel ruolo. Oppure il ragazzo non è felice a Firenze, cosa che durante il mercato estivo ci è stata fatta capire a più riprese. Pulgar, torna presto, per favore. Anche solo per fare la riserva di Torreira. 

PIACERE IGOR, PIACERE MATIJA - Questo potrebbe essere il dialogo nel riscaldamento prima di Fiorentina-Milan, il 20 novembre. Igor e Nastasic non hanno mai giocato insieme, da coppia centrale, in campionato né in amichevole, visto che il serbo è arrivato dopo il ritiro di Moena e non è sceso in campo se non alla quinta di campionato contro l'Inter, quando il suo compagno fu Milenkovic. Lo stesso Milenkovic che ieri si è fatto ingenuamente espellere, cosa che, sommata alla quinta sanzione per Quarta (buffo gioco di parole), costringerà Italiano a lanciare nella mischia il tandem inedito Igor-Nastasic, due mancini di riserva contro Ibra e compagni. "Suvvia, almeno potranno provare l'intesa nei giorni di sosta"... Purtroppo no: Nastasic è regolarmente convocato dalla Nazionale serba, e quindi gli allenamenti insieme a Igor saranno pochissimi. Per fortuna, dicevamo, che la difesa viola è adeguatamente rifornita. A differenza di altri reparti...