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Tre punti preziosissimi per la Fiorentina, che torna alla vittoria, la prima nel girone di ritorno, nel momento più difficile di questo 2021. La sfida contro lo Spezia ha presentato più di una insidia per la squadra di Prandelli, che probabilmente ha fatto pari il conto con la fortuna con la gara di domenica scorsa contro la Sampdoria. La vittoria per 3-0 è forse troppo ampia per quello che i viola hanno messo in campo, anche e soprattutto dopo un primo tempo giocato come si gioca a 7 con gli amici il martedì sera: palla lunga per la punta, che si inventi qualcosa. La bravura della Fiorentina, però, è stata riuscire a reggere nella prima frazione, senza lasciare occasioni chiare agli avversari, nonostante un dominio totale sul campo dei liguri. La Fiorentina può guardare alla classifica con un briciolo in più di serenità, ma i prossimi impegni saranno determinanti per capire se i viola si sono scrollati di dosso tutti i fantasmi, o dovranno ancora lottare per la salvezza.

CAMBI – La vittoria è arrivata grazie alle mosse di Prandelli, che se contro la Sampdoria aveva effettuato due cambi a meno di dieci minuti dalla fine, contro lo Spezia ha centrato perfettamente le sostituzioni, riuscendo a ribaltare completamente l’inerzia della gara. Castrovilli ed Eysseric, entrati a cavallo tra il primo ed il secondo tempo, ha stravolto l’ordine tattico della partita, segnando un gol a testa e partecipando attivamente a tutte le azioni. Il numero 10, dopo un primo tempo di panchina punitiva, ha fatto vedere perché indossa un numero così importante per la storia viola, e perché Mancini gli ha messo gli occhi addosso in vista dell’europeo. La sorpresa, però, è stato Eysseric, sempre lodato da Prandelli, che ha giocato veramente ad alti livelli, facendo vedere cose che non aveva mai mostrato nei due anni di permanenza in viola.
VLAHOVIC – La nota più lieta in casa Fiorentina, però, è sicuramente Dusan Vlahovic. Il ragazzo, che ricordiamo è un classe 2000, forse non ha le spalle abbastanza larghe per reggere il peso dell’attacco di una squadra che deve salvarsi da solo, e magari con un compagno navigato affianco sarebbe potuto crescere più in fretta, ma è innegabile che sia una realtà del nostro calcio. Il terzo giocatore tra i suoi pari età per gol segnati in Europa, dopo i mostri sacri Haaland e Kean, un ragazzo su cui la Fiorentina ha puntato forte, che ormai non può più nascondersi, deve essere il presente e il futuro della maglia numero 9 viola. Con 9 reti in 21 partite giocate, non tutte da titolare, Vlahovic è il miglior marcatore della Fiorentina, e nonostante non sia una cifra astronomica, essere vicino alla doppia cifra in una squadra con tutti i problemi offensivi come i sono i viola, fa capire tutte le qualità del ragazzo.