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Il momento della Fiorentina, ormai satura di polemiche sul caso Vlahovic e su tutto ciò che ne deriva e quasi smaniosa di scendere in campo per pensare finalmente al pallone che rotola, si può sintetizzare reinterpretando la frase più celebre del grande Muhammad Ali, “vola come una farfalla, pungi come un’ape”. Italiano si sta facendo in quattro per chiedere serenità e concentrazione in un momento in cui la sua squadra deve confermare quanto di buono fatto vedere nelle prime sette giornate, con un ruolino di marcia da Europa, ma ormai il dado è tratto e le voci su Vlahovic si rincorreranno come minimo fino a gennaio. Starà al ragazzo dimostrare ancora una volta la sua grande mentalità e non farsi schiacciare da una situazione che rischia di diventare più grande di quanto non lo sia diventato lui con la maglia viola addosso.
 
ODRIOZOLA CI CREDE – Il terzino basco non si nasconde: da quando è arrivato a Firenze, non perde occasione di dire che la Fiorentina se la gioca con le grandi della Serie A e che deve lottare per l’Europa, forse spinto dalla sua abitudine a scendere in campo su grandi palcoscenici come quelli calcati da Real Madrid e Bayern Monaco. E a sentire Italiano, non è l’unico a nutrire questa convinzione. “Hugh Grant”, com’è stato goliardicamente soprannominato per via della sua somiglianza con l’attore, vola sulla fascia e vola con le ambizioni, le stesse che hanno caratterizzato fin dall’inizio la gestione Commisso, ma che solo adesso, dopo tanti mesi di apprendistato nel calcio italiano, sembrano poter trovare riscontro nella classifica.
 
ATTACCO AL POTERE – Commisso è uno spontaneo, un uomo abituato a mettere passione e sentimento in tutto quello che fa: lo si è visto nella gestione del caso Vlahovic, sul quale si è reso protagonista di un’uscita magari frettolosa e rischiosa per il futuro immediato della squadra, ma efficace nell’assolvere la società da tutte le accuse che avrebbero potuto piovere se non fossero stati messi i puntini sulle i. E lo si vede anche ogni volta che lancia una stilettata all’Inter, suo bersaglio preferito ormai dalla ripresa post-pandemia. Il presidente viola, dopo aver vinto parzialmente la battaglia contro la burocrazia, ha lanciato una sfida all’oligarchia del calcio italiano assuefatto dai procuratori-mediatori, un calcio dove da vent’anni vincono sempre le stesse tre squadre e che ha bisogno di ripensarsi per non fare una brutta fine.
 
STRESS-TEST – In conseguenza di tutto ciò, quello di domani contro il Venezia di Zanetti somiglia molto a uno stress-test per la Fiorentina e soprattutto per Vlahovic, che adesso ha una doppia missione: arrivare a salutare senza rimpianti tributando ai viola l’ultima manciata di gol, e far aumentare con essi il proprio valore in vista del salto in una big del calcio europeo. In Laguna, per arginarlo, capitan Ceccaroni e soci stanno innalzando il MOSE, ma i gigliati – come sta insegnando a fare Odriozola – volano con l’ambizione. E la speranza è che pungano ancora come nelle prime sette di campionato.