Nelle ultime quattro stagioni (dal 2014-2015 al 2017-2018) ha sempre vinto la Juventus, la squadra che ne ha conquistate di più (13). Ma la Coppa Italia di quest’anno, che riparte da sabato con gli ottavi di finale, è un’occasione che altri non vorranno lasciarsi sfuggire per una semplicissima ragione: è l’unica - e sarà forse l’ultima - occasione di vincere qualcosa quest’anno in Italia.

Chi mi legge sa bene come io non consideri già assegnato lo scudetto alla Juve. Ma nessuno - nemmeno io - può non tener conto dei nove punti di vantaggio della capolista sul Napoli, dell’imbattibilità juventina (tutte vittorie, due soli pareggi) e di un calendario che fino a oltre la metà del girone di ritorno sarà abbordabile, per non dire facile, se si eccettua la sfida a Roma, con la Lazio, alla seconda giornata, e quella di Napoli alla settima.

Nonostante le mie obiezioni, dunque, lo scudetto alla Juve è molto probabile, come assai probabile  è il successo in Supercoppa italiana il 16 gennaio. Ma ammettiamo pure che il Milan vinca - come successe a Montella con i rossoneri due anni fa e l’anno scorso alla Lazio di Simone Inzaghi - la finale di Supercoppa. La Coppa Italia resterebbe di gran lunga il primo trofeo stagionale per le squadre eliminate dalla Champions - Napoli e Inter - e, a maggior ragione, per quelle escluse addirittura dall’Europa League (il Milan).

Nell’anno dell’approdo di Ancelotti, un top manager da sei milioni di euro l’anno, il Napoli può legittimamente pensare di alzare un trofeo continentale (l’Europa League appunto), ma non si deve permettere di snobbare quella coppa che non vince da quasi cinque anni. Negli ottavi affronterà, in casa propria, il Sassuolo.

Spalletti, allo stesso modo, sa che Marotta non si accontenterà del terzo posto in campionato e della partecipazione alla Champions ma che vuole portare a casa qualcosa entro maggio. Pena la stessa permanenza dell’allenatore sulla panchina dei nerazzurri. L’Inter sfiderà a San Siro il Benevento. Ecco quindi che la Coppa Italia diventa uno strumento per spezzare l’egemonia juventina proiettata a vincere tutto. Perfino a battere il triplete di Mourinho laddove, conquistando la Supercoppa a Gedda, potrebbe fare l’en plein con scudetto, Coppa Italia e Champions League. Quattro titoli contro tre.

Nelle partite che si disputeranno tra questo fine settimana e lunedì sera, lo scontro più interessante ed equilibrato è Sampdoria-Milan, che occupano rispettivamente il settimo e il quinto posto nella classifica della serie A.
Tanto per cambiare rischiano i rossoneri e rischia Gattuso. Prima della sosta, la Samp stava meglio del Milan che ha battuto la Spal e ritrovato il gol di Higuain tra mille tremori. Nel frattempo alla Sampdoria è tornato Gabbiadini, mentre al Milan Higuain sta facendo di tutto per andare al Chelsea. Il segnale del Pipa è duplice. Da una parte la squadra di Gattuso mette poche volte l’attaccante nella condizione di segnare. Dall’altra l’argentino teme che la sua esperienza milanese finisca a giugno con un doppio fallimento: il record negativo di reti (o qualcosa del genere), un piazzamento oltre il quarto posto che impedirebbe al Milan di partecipare alla successiva Champions. Il richiamo pubblico di Leonardo altro non ha fatto che innervosire Higuain ora più che mai convinto  dell’eventualità di andarsene. E’ chiaro che presentarsi a Genova con queste premesse non lasci  tranquillo Gattuso. Per eliminare la Samp in casa sua serve una prestazione di livello e senza economie da parte di alcuno. A maggior ragione se si tratta del calciatore destinato a determinare la differenza.

Per quanto non sembri, deve stare attenta anche la Juventus a Bologna. Intanto i rossoblù si sono rafforzati con Soriano e Sansone, in secondo luogo dare per scontati prestazione e risultato dopo una pausa così lunga non è mai salutare. Meno ancora lo è ragionare in termini prospettici: la Juve, quattro giorni dopo, sarà in Arabia per la finale di Supercoppa e attuare un cospicuo turnover sarebbe deleterio. In gara secca tutto è possibile e con dieci giorni di inattività nelle gambe le sorprese lo sono di più. Se a questo si aggiunge la probabile assenza di Mandzukic, fermato da un problema in allenamento, il quadro per tenere le antenne dritte è completo.

La Coppa Italia replica il 30 gennaio con i quarti. Poi semifinali (27 febbraio/24 aprile) le sole ad andata e ritorno, epilogo a Roma il 15 maggio.