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  • Vivo x lei: tifo fuori dallo stadio, ultrà Atalanta beffano Alfano

    Vivo x lei: tifo fuori dallo stadio, ultrà Atalanta beffano Alfano

    Caro Direttore,
    sono uno degli oltre mille tifosi atalantini che domenica scorsa ha fatto il tifo per l'Atalanta all'esterno della Curva Nord, perchè i vaucher d'ingresso sono stati sospesi per motivi di ordine pubblico. E' stata un'esperienza entusiasmante anche se non abbiamo potuto seguire la partita con i nostri occhi. E, tramitre Vivo x lei, vero spazio libero e di controinformazione che calciomercato.com riserva a noi tifosi, le chiedo di pubblicare questo articolo di bergamopost.it che ha raccontato la nostra partita particolare.

    Marco '91, Bergamo

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    Se è vero che esiste un dodicesimo uomo
    in campo (i tifosi), dopo Atalanta-Cesena si può parlare del tredicesimo. Fuori dal campo. La Curva “squalificata” si riunisce appena fuori dalla Nord. Ci sono gli ultrà e anche quelli della Morosini. A guidare il tifo (caldissimo) c’è un ritrovato Bocia con la sua maglia di inizi anni ’80 con il numero 8 di Marino Magrin. Il Bocia e il Baffo insieme ad altri tre ragazzi sono carichi e pronti a intonare i cori per 90 minuti, seduti a cavalcioni sopra il cancello giallo appena fuori dalla curva.
    Saranno un migliaio le persone riunite sotto la Pisani. Bandieroni nerazzurri, vessilli e tamburi (finalmente qui si possono portare e rullare). Gli ultra e i tifosi che hanno solidarizzato con questa pacifica dimostrazione di tifo, in un clima sereno e goliardico senza forze dell’ordine schierate, cantano e cercano di captare il risultato da smartphone o radioline. Quanto facciamo? E’ la domanda più ricorrente. 0-1 e poi addirittura 0-2 con doppietta di Defrel. “Chi el po’ chel lè?”. Nessuno si scoraggia: i cori proseguono inesauribili anche se l’Atalanta è sotto nel risultato.
    Arriva il gol di Benalouane, che nessuno qui fuori dalla Nord ha il piacere di gustarsi, e i tifosi all’interno si rianimano con un boato, rilanciato dall’esterno come se si fosse dentro: abbracci, spintoni, bandiere nerazzurre che sventolano oltre a qualche fumogeno. I tesserati entrati (alcuni redarguiti dagli altri con epiteti poco carini) servono però a far capire l’andamento del match e si girano verso il piazzale Olimpiade a esultare sul gol dell’1-2 del difensore tunisino. La sosta fra il primo e il secondo tempo permette ai mille di bersi un caffè (corretto) e di riscaldarsi al bar. In giro ci sono birre e tanta passione nerazzurra.
    L’atmosfera è particolarissima, tifare senza vedere. Una sensazione strana, ma bella. Tutti riuniti senza starsene sul divano di casa, cercando di dare il proprio contributo di persona: “Dentro si gioca una partita, fuori si difendono i valori di una vita” si legge su uno striscione. Anche tanti tesserati sono rimasti fuori dal Comunale, solidali con i loro compagni. Il Bocia è incontenibile. “No, no scecc non parliamo laggiù in fondo, cantiamo, siamo qua sostenere la nostra Atalanta: oggi dobbiamo vincere tutti insieme”. Il tredicesimo uomo c’è. E c’è chi prova a captare con la radiolina l’andamento del match, ma i più cantano e basta. “Forza Atalanta” un boato che risuona più volte e che viene percepito anche dentro lo stadio.
    L’Atalanta segna due altri gol passando dall’inferno dello 0-2 al paradiso del 3-2. I tifosi fuori sono esaltati, quasi non ci credono e ripartono i cori. Passano i minuti e il calore che questi ragazzi riescono a trasmettere tra piazzale Olimpiadi e via Ponte Pietra (zona antistante la Curva Nord dove si sono radunati e che occupano quasi nella sua totalità) è uno spettacolo davvero raro da vedere.
     
     
     
    Mancano pochi minuti, il Bocia seduto sul cancello da 88’ è stanco, ma grida ancora con più forza: “Abbiamo sofferto fino adesso, cantiamo ancora due minuti, scecc!” Si canta per difendere il risultato come se i cori potessero allontanare lo spettro del pareggio: ed è una liberazione quando la partita finisce. L’Atalanta ha vinto ma i tifosi rimasti volontariamente fuori dalla Nord cantano per un altro buon quarto d’ora. Da oggi c’è il tredicesimo uomo, l’hanno ideato gli ultrà nerazzurri atalantini.


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