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Il quarto d’ora dei ragazzini, Montiel crea, Vlahovic distrugge (il Monza). Sono nati tutt’e due nel 2000, il “creatore” è uno spagnolo di Palma di Maiorca, il “distruttore” è un serbo di Belgrado, Montella li ha messi quando era disperato, quando la Fiorentina stava perdendo in casa contro il Monza, squadra di Serie C, e stava per uscire subito, brutta e malconcia, al primo turno di Coppa Italia. Al 19' del secondo tempo è entrato Cristóbal Montiel Rodríguez, esterno e trequartista, esile come lo era Robbiati nella vecchia Fiorentina di Claudio Ranieri, ma con lo stesso piedino fatato. Dieci minuti dopo è entrato Dusan Vlahovic, centravanti vero, verissimo, di quelli che sfruttano il fisico in area di rigore. Con i due in campo, la Fiorentina si è schierata col 4-2-4, con Badelj e Pulgar mediani, poi da destra Montiel, Boateng, Vlahovic e Chiesa.

   

I TERRIBILI MANCINI - Poi Montiel si è messo alle spalle di Vlahovic e così sono arrivate le due reti. Il Monza ha sbagliato l’allineamento sul primo gol: assist di sinistro dello spagnolo per la bordata di sinistro del serbo. Stessa azione per il raddoppio, ancora il mancino rifornitore di Montiel per il mancino scaricamissile di Vlahovic. Che, non soddisfatto, ha appoggiato a Chiesa anche il pallone del 3-1. In quel momento la Fiorentina aveva in campo tre ventiduenni, Dragowski, Chiesa e Milenkovic, un ventenne, Terzic, due diciannovenni, Montiel e Vlahovic. Questa è la strada dei viola.

   

LA PARTITA - Per mezz’ora la Fiorentina ha creduto di far pesare le due categorie di differenza. Ha avuto tre occasioni eccellenti per segnare, due con Chiesa (reattivo Lamanna), una con Boateng (provvidenziale la schiena di Bellusci), poi si è fermata e nell’attimo decisivo si è persa. Il Monza ha segnato al 34' con Brighenti, in fondo a un’azione bella e resa facile (quasi uno schema d’allenamento) dall’inconsistenza difensiva della Fiorentina. Dopo un velo di Finotto, la palla è arrivata sulla destra a Lepore che Sottil aveva colpevolmente lasciato libero al cross: in area, Ranieri ha scalato su Lepore, Milenkovic sul primo attaccante Finotto, mentre Lirola si è dimenticato di Brighenti che in area piccola ha girato in porta, con palla sotto la traversa. Due giocatori del Monza liberi, Lepore e Brighenti: così difende una squadruccia. Se difenderà così anche contro il Napoli, sarà dura per la Fiorentina uscirne fuori.

   

MEZZ’ORA VIOLA - Come detto, la squadra viola aveva fatto bene la prima mezz’ora, arrivando alla conclusione soprattutto con Chiesa (una dozzina di tiri prima del gol finale). Attaccava bene sia a sinistra con Terzic che a destra con Lirola. In possesso palla, la squadra di Montella si muoveva con armonia. Il problema era lo spazio che lasciava al Monza tutte le volte che perdeva il pallone. Chiricò, trequartista dei lombardi, godeva di una libertà eccessiva nella zona occupata da Badelj; si vedeva poco Pulgar, solo un po’ di più Boateng, mentre Sottil si preoccupava solo di giocare con la palla, non senza, come si è visto in occasione del gol. E appena i viola hanno abbassato il ritmo, il Monza ha lasciato il segno con Brighenti, che aveva avuto una palla-gol a inizio gara, per un errore di Ranieri: aveva rimediato Dragowski.

   

FINALE TRAVOLGENTE - Il primo cambio di Montella è stato forzato, Venuti per Lirola che è uscito per infortunio. Poi sono entrati i due ragazzini e la storia è cambiata. L’inserimento di Vlahovic è arrivato tardi, ma per fortuna di Montella non in ritardo, ma il vero merito della Fiorentina è stato quello di non aver perso l’equilibrio in campo. Il resto lo hanno fatto Montiel e il serbo che, oltre ai gol, alla rimonta, alla vittoria e alla qualificazione hanno aperto la nuova stagione con una vittoria e chiusa quella vecchia e triste: la Fiorentina non vinceva al Franchi una partita ufficiale dal 31 gennaio scorso.