182
Sogni interrotti e clamorosamente riattizzati al primo rivelarsi dell’inverno. Ci ha pensato l’amministratore delegato dell’Inter, Beppe Marotta, a riscaldare una fredda serata milanese, dal 32esimo piano del Pirellone, in cui ha ormai sede il Consiglio Regionale della Lombardia, che ha ospitato l’evento intitolato “La squadra di Milano e le sue sfide presenti e future”, in cui proprio il dirigente nerazzurro ha preso parola dopo essere stato premiato, rispolverando speranze che sembravano ormai sepolte da un mesto clima di rassegnazione. Ma si sa, a Natale puoi… E allora succede che l’ad nerazzurro lascia intuire che Vlahovic è sì un affare quasi impossibile, ma non al punto da smettere di pensarci.

PROGRAMMAZIONE - Negli uffici di viale della Liberazione c’è un tema che vivacizza le giornate della dirigenza nerazzurra, perché una buona programmazione è l’unica assicurazione sul futuro ed è giunta l’ora di pensare al 9 del domani. Perché Dzeko va per i 36 anni e Lautaro, seppur fortissimo, non è, e forse non diventerà mai, quello stoccatore dall’istinto killer. Temperamento che invece ha il centravanti della Fiorentina, mai uscito dai radar nerazzurri.
IL VIAGGIO DI MAROTTA - Marotta ne aveva individuato immediatamente le potenzialità, Dusan era il prescelto per il post Lukaku e per lui l’amministratore delegato dell’Inter, in estate, si è messo in viaggio per Firenze, dove ha però dovuto fare i conti con le resistenze di Commisso, cui ha almeno cercato di scucire qualche promessa per il futuro. Il presidente viola non ha concesso aperture, ma ha apprezzato la mossa del dirigente nerazzurro, che all’inserimento aggressivo tra i problemi di rinnovo, ha preferito un dialogo costruttivo con la proprietà gigliata. Azione, forse, frutto della strategia, ma pur sempre da gentiluomo, che quantomeno è servita a costruire un buon rapporto.

LA CONDIZIONE - Ma cosa c’è di vero tra l’Inter e Vlahovic? Oltre all’estremo apprezzamento, ci sono i dialoghi passati con il suo entourage, che mai ha disdegnato il nerazzurro, anzi… Certo, a frenare gli entusiasmi c’è il poco rassicurante  bilancio, ma a riaprire i giochi ecco le parole di Marotta: “Un bravo dirigente deve avere l’ambizione e il coraggio di buttarsi anche in trattative impossibili”. E quale se non questa? L’Inter ha lanciato il suo messaggio, la sfida è piena di criticità, ma un tentativo va fatto. Certo, c’è una condizione imprescindibile: prima di un eventuale affondo, l’Inter dovrà fare cassa e pensare alla cessione di un big. Lautaro? L’argentino sta bene a Milano, ma dovessero arrivare offerte irrinunciabili, l’Inter prenderebbe in considerazione una sua partenza, soprattutto se il sostituto potrebbe essere Dusan Vlahovic, che in casa Inter, in prospettiva, considerano ancora più forte e che, a un anno dalla scadenza, non può avere prezzi esorbitanti. È tutto aperto, parola di Marotta.