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Da una parte c’era dio, Zlatan, dall’altra Dusan Vlahovic. Forse Fiorentina-Milan era la partita giusta per capire se le caratteristiche del centravanti serbo classe 2000 si sposano o meno col gioco di Pioli. Di recente avevo scritto un pezzo sull’ambiguità tattica di Leao, né centravanti né esterno, arrivando a sostenere che per il Milan sarebbe stato meglio mantenere il portoghese in questo ‘gioco’ tra i due ruoli, puntando su un profilo diverso per il vice Ibra (il dopo Ibra?), ovvero un nove decisamente più nove di Rafael. Ecco, Dusan Vlahovic potrebbe essere la persona giusta

A SCUOLA DI MALIZIA - Parliamo del centravanti viola prendendo le mosse dal gol di Ibra a Firenze. Andiamo a scuola dallo svedese. 



Prima di dettare e ricevere il lancio sopra la difesa di Kjaer, Zlatan ne inventa una delle sue. Anziché rientrare in gioco normalmente da una posizione irregolare, con una spallata ‘politicamente scorretta’ deforma la linea del fuorigioco, prendendo il posto di uno dei difensori viola, che in questo modo viene tagliato fuori completamente da una possibile palla lunga. È una specie di fuorigioco al contrario. Ebbene, grazie a questo espediente, grazie a questa malizia, Ibra si ritrova solo davanti al portiere mostrando a tutti come può servirsi della sua fisicità. Ora immaginate se Vlahovic fosse un suo compagno di squadra, quanti di questi trucchi potrebbe imparare anche solo in allenamento, quanto potrebbe crescere alla scuola di Ibra

LA STRADA È QUELLA GIUSTA - C’è da dire che Dusan sembra già sulla strada giusta. Nella stessa partita infatti non è stato sottolineato altrettanto il contributo di Vlahovic nel raddoppio dei viola. Anche in questa occasione il centravanti di turno usa la propria fisicità per smarcarsi dal difensore.



C’è una palla appoggiata dal terzino Quarta per Eysseric in fascia. In area i centrali del Milan, Kjaer e Tomori, e il solo Vlahovic per la Fiorentina. Dusan prima corre verso la porta, quindi spinge via Kjaer e cambia direzione. Con la forza nelle braccia e la ‘cattiveria’ giusta nei movimenti si è guadagnato un margine decisivo al momento del cross



Uno spazio che gli permetterà di controllare palla (spalle alla porta) quasi indisturbato all’altezza del dischetto, per poi fare la scelta più corretta premiando lo smarcamento successivo di Ribery con un tocco corto tra Kessie e Tonali. 



SPIRITO DI SACRIFICIO - Vlahovic possiede inoltre un’altra dote che Pioli apprezza di sicuro: lo spirito di sacrificio. Quando partecipa alla fase difensiva (spesso infatti è lui che scende ad aiutare, non Ribery), gli si vede addosso una determinazione contagiosa, di quelle che fanno bene ai compagni. Eccone un esempio su un controllo difficoltoso di Kessie, dopo una palla respinta dalla difesa viola.



Vlahovic si precipita da dietro e, mettendo ancora una volta a disposizione la sua fisicità, sporca questa palla col gambone.



Per poi ripartire immediatamente sul tocco di Eysseric. L’impressione è che conosca bene e rispetti l’importanza di queste cose.

CENTRAVANTI COMPLETO - Quando poi un centravanti realizza gol come quelli che Vlahovic ha segnato l’anno scorso contro Inter e Napoli, o come quello di quest’anno alla Juventus, be’, allora i dubbi sul suo conto restano veramente pochi. Qui sotto c’è tanto: attacco alla profondità tra De Ligt e Bonucci (non proprio gli ultimi arrivati), e al termine della corsa-conduzione un tocco sotto pregevole ai danni di un portiere come Szczesny in uscita bassa.



PROTEZIONE DELLA PALLA E TIRO - Potremmo portare ancora altri esempi da Fiorentina-Milan per quel che riguarda la protezione della palla, un altro punto di forza di Vlahovic che lo avvicina a Ibra, e tanto importante nel gioco del Milan. Ma come non citare la sequenza del gol strepitoso contro il Benevento, dove a questo fondamentale segue una splendida pennellata all’incrocio?



Tutto nasce da uno spiovente di Dragowski. Vlahovic lotta con Glik per prendere posizione. La bontà di un controllo del genere è sempre conseguenza di una lotta. E spesso il centravanti viola ha la meglio. Ma poi serve anche la tecnica.



Con un controllo orientato Dusan si libera di Glik e punta verso la porta avversaria.



Arrivato all’altezza giusta, aggira l’altro centrale del Benevento con un fantastico tiro a giro sul palo lontano. Un tiro suo, caratteristico.



OPPORTUNISMO - Infine vorrei parlarvi dell’opportunismo di Vlahovic dentro l’area di rigore. Se si scorrono i suoi gol più recenti, ci si accorge di una costante. Non fa solo gol belli, in area è vivo, ha fame di palloni sporchi. Emblematico a mio avviso questo tap-in realizzato contro la Sampdoria, nell’immediato sviluppo di una punizione calciata da Pulgar. 



Vlahovic qui sopra non gode ancora di un vantaggio posizionale, davanti a lui c’è Silva. Ma mentalmente è pronto, è il più reattivo di tutti sulla parata di Audero.



Scatta, e con un tuffo obliquo segna di testa in torsione. È questo l’atteggiamento del centravanti vero sottoporta.