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Dusan Vlahovic, centravanti di ruolo, classe 2000, è il protagonista della serata fiorentina. Al 47' del secondo tempo, quando inaspettatamente l'Inter di Conte si è slabbrata aprendosi follemente al contropiede viola, questo ragazzone dal sinistro potente e preciso ha segnato un gol bellissimo e decisivo per agguantare l’Inter e toglierle il primato solitario in testa alla classifica, dove ha ri-raggiunto e non superato la Juventus. Il punto è in buona parte merito di un ex viola, Borja Valero: ha segnato dopo 588 giorni e davanti ai suoi vecchi tifosi (che l’hanno applaudito al momento della sostituzione) ha giocato una partita vera, di ottima tecnica e di grande applicazione. Uno a uno alla fine di una gara modesta sul piano tecnico, con errori vistosi su tutt’e due i fronti. L’Inter ha avuto con Lukaku la possibilità di chiuderla per due volte, ma per due volte Dragowski gli ha sbarrato la porta. Non ha giocato una grande partita e non ha saputo sfruttare il disagio evidente di una squadra in difficoltà tecnica come la Fiorentina.

LE PREMESSE - Intorno alle 17 la Juve era tornata in testa al campionato con un punto di vantaggio sull’Inter. Che a Firenze aveva bisogno di un altro scatto per riprendere il primato e per questo non ha perso tempo. Dopo 8', l’inseguitrice è tornata capolista con un gol di Borja Valero, ex dei tempi d’oro del primo Montella. Solo che oggi Borja ha 35 anni, è in fondo a una buona carriera, gioca titolare perché a Conte mancano tre centrocampisti e soprattutto non segnava da 558 giorni. Invece nel suo vecchio stadio ha segnato una rete da centravanti puro, saltando netto Milenkovic in piena area e piazzando la palla sul primo palo. Nell’occasione, l’Inter è stata cattivissima a sfruttare l’infortunio di Badelj che aveva lasciato momentaneamente in 10 la Fiorentina per farsi curare davanti alla panchina: Borja Valero era l’uomo del regista viola. Ma in quell’azione sono apparsi evidenti anche gli errori di Boateng (leggero nella marcatura) e di Castrovilli (uscito in ritardo su Brozovic nel momento dell’assist), oltre a Milenkovic. Era l’8', la partita come gioco non è mai decollata e del resto era difficile aspettarselo da una squadra anonima e depressa come la Fiorentina e da un’altra che, una volta andata in vantaggio, ha giocato il suo calcio conservativo, privata peraltro dei centrocampisti più tecnici.

SENZA ROTAZIONE - L’Inter, scesa in campo martedì scorso in Champions, ha fatto un solo cambio, il giovane Bastoni al posto di Godin. La Fiorentina, che aveva giocato due giorni prima a Torino, ne ha fatti quattro (Pezzella per Ceccherini, Lirola per Ghezzal, Boateng per Vlahovic e Badelj per Benassi). Questo per dire la ristrettezza della rosa a disposizione di Conte, che ha sei infortunati (Sensi, Candreva, Barella, Sanchez, Gagliardini e Asamoah), più un acciaccato (Godin, in panchina fino al 43' del secondo tempo). Il gol dopo meno di 10 minuti sembrava agevolare la serata nerazzurra. Con poche energie e pochissimi rincalzi a disposizione, meglio segnare subito e poi gestire, un tipo di lavoro che l’Inter di solito sa fare bene, ma non stavolta.

SENZA GIOCO - La Fiorentina era la stessa dell’ultimo periodo. Poco nerbo, pochissime idee, poca forza fisica. Montella ha puntato sulla coppia d’attacco Chiesa-Boateng che in realtà non è una coppia e non è certo d’attacco. In ogni caso, per evitare sgradevoli sorprese, De Vrij e Bastoni hanno riservato un trattamento particolare a Chiesa uscito per le caviglie malconce dopo solo un’ora di partita. Nel primo tempo, Lautaro ha segnato il 2-0, ma partendo da una posizione di fuorigioco, mentre Lukaku si è fatto respingere da Dragowski (sulla linea di porta) un colpo di testa in piena area piccola.

RIPRESA LENTA - Per i primi 20' della ripresa l’Inter ha cercato solo di tenere palla. L’inconsistenza della Fiorentina era tale da consentire ai nerazzurri un palleggio basso e lento. La fatica ha cominciato a farsi sentire fra i nerazzurri nella seconda metà della ripresa, quando nella Fiorentina è entrato Vlahovic. Per la verità, il primo avvertimento viola era stato un tiro da fuori di Castrovilli deviato da Handanovic. Poi Lukaku si è mangiato di nuovo il gol del 2-0 e da quel momento la Fiorentina ha quanto meno alzato la sua linea di gioco. In pieno recupero è partito il contropiede dei viola, con un’uscita sbagliata di Godin su Boateng, tocco di quest’ultimo e scatto micidiale di Vlahovic. Skriniar ha commesso un errore imperdonabile, si è fidato di se stesso, ha pensato da difensore ottimista e un difensore non può mai e poi mai essere ottimista. Doveva fare fallo, doveva trattenerlo per la maglia. Ha pensato, ha creduto che lo avrebbe rimontato e invece Vlahovic ha fatto partire un siluro di sinistro sul secondo palo. Il Franchi è esploso e Montella, per ora, è salvo.

   


IL TABELLINO
Fiorentina-Inter 1-1 (primo tempo 0-1)

Reti: 8’ p.t. Borja Valero (I), 47’ s.t. Vlahovic (F)

Assist: 8’ p.t. Brozovic (I)

Fiorentina: Dragowski, Milenkovic, Pezzella, Caceres, Lirola, Pulgar, Badelj (20’ s.t. Benassi), Castrovilli (38’ s.t. Eysseric), Dalbert, Boateng, Chiesa (13’ s.t. Vlahovic) . All.Montella

Inter: Handanovic, Skriniar, De Vrij, Bastoni (41’ s.t. Godin), D’Ambrosio, Vecino, Brozovic, B. Valero (38’ s.t. Agoumee, Biraghi, Lautaro (38’ s.t. Politano), Lukaku. All.Conte

Arbitro: Mariani di Aprilia

Ammoniti: 26’ p.t. Brozovic (I), 31’ p.t. Bastoni (I), 6’ s.t. Badelj (F), 23’ s.t. Dalbert (F), 28’ s.t. Borja Valero (I), 30’ s.t. Martinez (I), 34’ s.t. Pulgar (F)