Non è più un calcio legale! Tuonava nei giorni scorsi Maurizio Zamparini. Uno che non le manda a dire e che non ha mai avuto peli sulla lingua, e mai come in questi giorni sta esternando tutto il suo malessere nei confronti di un calcio (quello italiano) per il quale sembra ormai aver perso passione, rispetto e interesse. Sono ancora caldissime le polemiche che in questi giorni vedono coinvolto il suo Palermo nell'acceso confronto-scontro con il Frosinone e l'arbitro La Penna, accusato dal patron rosanero di essere in malafede, visti i rapporti di lavoro che lo collegano al presidente Stirpe. Accuse gravi e pesanti quelle di Zamparini, ma che poi in realtà non fanno rumore più di tanto, perché il personaggio si è sempre contraddistinto per essere un presidente vulcanico e imprevedibile da tutti i punti di vista. La tifoseria rosanero nel corso degli ultimi due decenni, di sicuro non si è mai annoiata, dato che all'ombra del monte Pellegrino se ne sono viste di tutti i colori. Zamparini infatti detiene dei record singolari, come quello di aver esonerato ben 7 allenatori (con 8 cambi) nel corso della stessa stagione, quella 2015/2016. Non solo, sempre in quell'anno, riuscì a diventare il primo presidente della storia ad esonerare 2 allenatori (Iachini e Ballardini) all'indomani di una vittoria. Il tutto senza dimenticare il fatto che durante la sua carriera di presidente è riuscito ad esonerare ben 45 volte l'allenatore della propria squadra.

Un carattere quindi non tra i più facili, quello con il quale avevano a che fare i suoi tecnici, un carattere soprattutto che si contraddistingueva per le decisioni prese sull'onda emozionale del momento. Liverani disse che con Zamparini era impossibile lavorare, perché passava dall'amore all'odio, e viceversa, con una facilità disarmante. Da qui l'imprevedibiltà con la quale sono sempre state prese certe sue decisioni, che sono inevitabilmente sfociate in una sorta di vera e propria incoerenza storica soprattutto nei confronti di se stesso, un'incoerenza che è costata tanto da molti punti di vista. Gli stipendi pagati a vanvera certo, ma anche e soprattutto l'impazienza di una grande piazza del calcio, come quella di Palermo, che ormai non ne può più delle bizze del suo vulcanico presidente, e anche se in questi giorni è stata al suo fianco nell'organizzazione delle proteste che sono andate in scena di fronte allo stadio Barbera, in realtà nutre una sorta di vera e propria insofferenza per la storica mancanza di stabilità, che da sempre si respira all'interno della società rosanero; tanto che un tifoso vip come Pif è arrivato a dire che: "Io tifo Palermo, non Zamparini, lui ti licenzia anche cosi, con uno schiocco di dita".
Eppure le premesse per ottenere dei risultati di grande livello ci sarebbero state tutte, dalla passione dei palermitani, all'ambizione di Zamparini, che comunque rimane sempre un eccellente imprenditore che nel corso della sua vita professionale ha sempre ottenuto grandi traguardi, fino ad arrivare poi alla costruzione del nuovo stadio, che sarebbe dovuto diventare il caposaldo di tutto il progetto. Evidentemente però, tutte queste potenzialità e tutte queste buone intenzioni sono poi sempre andate a cozzare con quelle che erano le esplosioni caratteriali del suo patron, che in base alle sfuriate del momento, rimettevano sempre tutto immancabilmente in discussione. Un vero peccato per tutti, per Palermo e tutta la Sicilia, che meriterebbero non solo una squadra in pianta stabile nella massima serie e una squadra di livello, ma anche per lo stesso Zamparini, che dopo il fallimento del sogno Venezia, sembra che si stia apprestando a gettare la spugna anche all'altro capo dello stivale, ma sarà veramente cosi? Con Zamparini mai dire mai, perchè quello che oggi sembra essere un addio definitivo, potrebbe essere solo l'ennesimo trampolino di lancio per una nuova ripartenza.

@Dragomironero