239
Wanda Nara torna a parlare del caso Icardi. La moglie e manager dell'attaccante argentino, passato in prestito con diritto di riscatto dall'Inter al PSG nell'ultimo giorno di mercato estivo, ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera: "Non è un divorzio, Mauro e l'Inter sono come fidanzati che si prendono una pausa di riflessione. I rapporti si sono deteriorati per tanti malintesi, ma la voglia di giocare nell'Inter e l'amore dei tifosi resta. In una lunga relazione ci sono delle crisi, alla fine ci lasciamo con un rapporto ricucito senza nessun tradimento". 

"L’Inter aveva la necessità di vendere Icardi. Da capitano Mauro non avrebbe mai lasciato il club, è stata una strategia per cederlo. Perché gli è stata tolta la fascia? Per venderlo, così gli è stato detto. L'anno scorso aveva rifiutato il trasferimento a un’altra squadra. E lui ha risposto: 'Io sono il capitano e questa squadra non la lascio'. Lì i rapporti si sono incrinati, avevano un’altra idea. Alla Juventus per Higuain e 50 milioni? Non dirò io il nome della squadra. L’altro giocatore però a Milano ci è venuto, ma non all’Inter… Se a Mauro lo avessero detto chiaramente sarebbe stato diverso". 

"Perché Icardi si è rifiutato di andare a Vienna? Non è andata così. Stava già giocando con un dolore al ginocchio. Quando gli hanno tolto la fascia lui ha detto: 'Per giocare non serve solo il corpo, ma soprattutto l’anima. E quella al momento mi si è rotta'. L’Inter sapeva che Mauro era già andato tre volte a Barcellona per curarsi. Quando tutti stavano bastonando Mauro, Moratti è uscito con una dichiarazione per difenderlo: un grande uomo. Le sue parole sono state ossigeno quando stavo soffocando. Non so i conti della società o come funziona il fair play. Forse in quel mercato si poteva vendere solo Icardi". 

"I cattivi rapporti con i croati Brozovic e Perisic? È stato gonfiato tutto. I rapporti sono sempre stati cordiali, uno è il mio vicino. Le mie dichiarazioni a Tiki Taka hanno avuto un peso decisivo nella vicenda? L’Inter sapeva tutto. Non dovevano darmi il permesso, non ho un contratto con loro. Ridirei tutto, non ho mai parlato con cattiveria o per ferire. Dico sempre la verità, dice bugie chi è senza coraggio. Continuerò con Tiki Taka, Mediaset è una famiglia. Sono una figura che non esiste: moglie e agente. Sentire parlare di calcio una donna è strano. Ma le società mi hanno sempre trattato con rispetto e parità. A me non piace parlare di sessismo o razzismo: il problema ce l’ha chi fa certe accuse". 

"Conte ha dovuto accettare le scelte della società? Credo di sì. Ho parlato con lui, gli avevano garantito che avrebbero comunque rinforzato la squadra. Come sono cambiati gli equilibri con l’arrivo di Marotta? Il calcio è business, Marotta fa le scelte e deve badare ai conti. Alla fine si vedrà chi ha fatto bene. Sul campione che è Icardi non ho mai avuto dubbi: avevo 15 offerte. Lo sapeva pure Marotta. Se siamo arrivati all’ultimo giorno non è perché siamo matti: conosciamo il valore di Icardi". 

"Era indispensabile fare causa all’Inter? Non era una causa per soldi, solo gli ignoranti lo credono. Se fosse stato per soldi sarebbe andato via 3-4 anni fa, quando l’Inter non giocava la Champions, è rimasto per amore del club. Voleva tornare in gruppo e allenarsi con Conte: chissà con lui dove poteva arrivare". 
"Icardi era il capitano dell’Inter, non sarebbe mai andato alla Juve. Le voci sullo scambio con Dybala? Con Paratici ho un rapporto cordiale.
Si è interessato, il rapporto continuerà. Futuro alla Juve? Giocare in italia gli piace, conosce bene il campionato, ha segnato 135 gol. Penso tornerà. Non so dove e come. La priorità sarà sempre l’Inter". 

"Al Paris Saint-Germain non si poteva dire no: ha tutto per vincere, è un club pieno di stelle e Mauro è onorato di farne parte. A fine stagione sceglieremo ciò che sarà meglio: io lavoro per lui, ma poi le scelte sono sue. Sono la moglie, non solo la procuratrice: lo conosco. Sapevo avrebbe detto sì. La scelta del PSG viene dopo un anno di polemiche e tensioni, l’ha fatta anche per dare un po’ di tranquillità ai figli e alla famiglia. Se fosse rimasto sarebbe stato sempre un caso. Hanno detto che facevo del male a mio marito, il padre dei miei figli. Le persone ragionano quando parlano? Come posso non volere il bene di Mauro? Il suo bene è il mio. Non sono la cattiva di questa storia, sono quella che l’ha risolta. Era difficile uscire da questa situazione e farlo trovando una squadra di quel livello. La scelta di Parigi rende orgogliosa me, lui e la famiglia. Da procuratrice sono riuscita a fare il meglio,senza tradire né la maggioranza dei tifosi che lo amano né l’Inter".