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Con la valigia in mano. In Inghilterra sono sicuri, l'avventura di Granit Xhaka all'Arsenal è arrivata al capolinea. A poco sono serviti il mea culpa, le scuse e le giustificazioni, la sua reazione ai fischi, esagerata e spropositata, durante la sfida contro il Crystal Palace, non è andata giù ai tifosi e al club, che sta valutando la possibilità di trovargli una nuova sistemazione a gennaio.

AUTOGOL - Per capire cosa è successo riavvolgiamo il nastro: il 27 ottobre l'Arsenal va avanti 2-0, le Eagles reagiscono e pareggiano, così Emery richiama Xhaka in panchina, con l'obiettivo di aumentare le soluzioni offensive. Lo svizzero non gradisce, uscendo dal campo viene sommerso dai fischi di Emirates ai quali reagisce portandosi la mano all'orecchio, togliendosi la maglia e prendendo direttamente la via degli spogliatoi, senza passare dalla panchina. Un comportamento inadeguato per qualsiasi giocatore, ancor di più per chi ha la fascia al braccio. Le conseguenze sono pesanti: in dieci giorni Xhaka perde la maglia da titolare, i gradi di capitano (presi da Aubameyang) e finisce sul mercato. Se non è la fine poco ci mancaper la gioia dei supporters dei Gunners che non vogliono più vederlo, neanche in fotografia.
MILAN - Difficile pensare, infatti, che la frattura possa ricomporsi. Xhaka è importante, ma non è fondamentale per le dinamiche di gioco di Emery, che ha già dimostrato di poter fare a meno di lui. Anche i numeri supportano la tesi: con l'ex Gladbach in campo ​la squadra del nord di Londra ha giocato 50 partite, conquistando 26 vittorie, con una media gol di 1,8, senza è scesa in campo 23 volte, con 17 vittorie e una media gol di 2,6. Xhaka sarà messo sul mercato, ma difficilmente l'Arsenal riuscirà a incassare i 40 milioni spesi nel 2016. Il Milan, che cerca profili esperti per gennaio, osserva attento. Lo svizzero è sulla lista, non è da escludere un tentativo.