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Un solo assist, che non è bastato al Lille per perfezionare la rimonta ed evitare la sconfitta in casa del Brest, perdendo così terreno dal PSG capolista. Tutto un altro Yusuf Yazici rispetto a quello che a San Siro nell'ultimo turno di Europa League, capace di realizzare una tripletta per stendere il Milan a domicilio. Altro palcoscenico, altri stimoli. Ma anche un feeling particolare: perché quello stadio e quella maglia rossonera potevano essere suoi.
IL RETROSCENA - Un flirt lungo due anni quello tra il Diavolo e il fantasista classe '97, ma mai concretizzatosi in una vera storia d'amore. Nel 2018 il Milan era tra le squadre più attente a quel talento che stava emergendo al Trabzonspor e conquistava sempre più spazio nella nazionale turca, ma la valutazione era già astronomica (40 milioni di euro la richiesta) e scoraggiò i rossoneri. Che l'anno seguente da corteggiatori si trasformarono in corteggiati: l'entourage di Yazici spingeva per l'Italia e lo propose alla Lazio e al Milan, che dopo aver valutato attentamente il suo profilo preferirono non affondare il colpo. Alla fine la scelta ricadde sul Lille, che tuttavia ha dovuto attendere un anno per vedere il vero Yusuf a causa della rottura del legamento crociato che lo ha fermato per buona parte della scorsa stagione. Ora però l'infortunio è alle spalle, Yazici è tornato ed è partito forte in questo 2020/21: un solo gol in Ligue 1 è vero, ma è capocannoniere in Europa League con sei reti, due doppiette a Sparta Praga e Milan. Quel Milan con cui il feeling non è sbocciato, se non da rivale.