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  • 'Yo soy un profesionista': Inzaghi come Benitez e De Boer. Le sue frasi l'allarme più grande per l'Inter

    'Yo soy un profesionista': Inzaghi come Benitez e De Boer. Le sue frasi l'allarme più grande per l'Inter

    • Emanuele Tramacere
    "La miglior Inter della stagione" a detta di Simone Inzaghi, è uscita sconfitta ancora una volta, per la quarta volta su otto gare in questa Serie A, anche dalla sfida contro la Roma mettendo in grande evidenza tutti i limiti che la squadra nerazzurra ha avuto e sta avendo sotto la sua gestione. Errori tecnici, individuali e di squadra, che certificano come all'interno dello spogliatoio di Appiano Gentile qualcosa si sia inceppato. Ma a suonare come un campanello di allarme ancora più grande ci sono, soprattutto, le parole pronunciate nelle ultime due conferenze stampa proprio dall'allenatore. Frasi che ricordano, tristemente, quelle di due ex del passato a pochi giorni dai rispettivi esoneri: Frank De Boer e Rafael Benitez.

    L'AUTODIFESA DI INZAGHI - Nel post partita di Inter-Roma Inzaghi ha ribadito: "È stata la nostra miglior partita stagionale. Stasera ho rivisto la mia Inter, quella che ci ha permesso di vincere due trofei". Una sottolineatura, quella dei due titoli vinti, che già si era concesso, difendendo il proprio lavoro, nella conferenza pre gara: "Sono sereno. Nelle squadre in cui ho allenato ho portato trofei, ricavi e poche perdite. All'Inter sento la fiducia della società, non mi sento in discussione".

    COME BENITEZ E DE BOER - Dichiarazioni in difesa di sé e non della squadra, un film che dalle parti di Appiano Gentile era stato visto prima nel 2010, quando i reduci del Triplete scaricarono Rafael Benitez prima del Mondiale per Club, con lo spagnolo che in conferenza si difendeva così: "Le critiche? Yo soy un profesionista (Sono un professionista ndr.) e lavoro da 25 anni nel calcio. L'unica cosa che posso fare è essere tranquillo". E qualche anno dopo, con il passaggio di proprieà da Thohir a Suning, toccò a Frank De Boer la stessa sorte: "Mi hanno dato per 'morto' altre volte. Sono stufo di commentare queste voci. Un altro allenatore non cambierebbe le cose, Suning sapeva delle difficoltà. Tutti dobbiamo rimanere uniti per cambiare questa situazione, serve solo tempo".

    SPOGLIATOIO COMPATTO? - Tempo che è sempre meno e per Inzaghi inizia a scarseggiare. Sono però proprio queste parole a suonare come l'allarme più grande per il futuro nerazzurro. Il leit motif che collega l'esperienza di Benitez a quella di De Boer era uno spogliatoio che, da compatto, si stava sgretolando e che, con l'allenatore, non era riuscito ad instaurare un rapporto di simbiosi come con i precedenti (Mourinho e Mancini, e oggi Conte). Se Inzaghi vorrà salvare la propria panchina e di conseguenza se l'Inter vorrà provare a raddrizzare la stagione, servirà un lavoro compatto della società tutta per riportare solidità ad Appiano Gentile.

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