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Javier Zanetti, vicepresidente dell'Inter, ospite a Tiki Taka parla del momento difficile dei nerazzurri, sconfitti domenica dal Torino e lontani ormai dal terzo posto: "Terzo posto? Dobbiamo crederci sempre ma a questo punto è molto complicato. Il rigore per il Torino, senza togliere merito ai granata, è stato pesante perché ci ha fatto rimanere in nove. C'è stata grande delusione, in Thohir e nei tifosi. Fino a Inter-Lazio eravamo una squadra solida, poi tanti errori ci hanno portato all'attuale classifica. Ora dovremo rimediare nelle ultime 7 partite cercando di fare più punti possibili. Anche da primi sapevamo che l'obiettivo era tornare a essere protagonisti. Sapevamo che sarebbe arrivato un momento di difficoltà ma non credevamo durasse così tanto. La fiducia per Mancini comunque è totale".

Poi l'ex capitano dell'Inter si sofferma su altri argomenti. Eccoli, così come riportati da FcInternews.it

L'ADDIO A CESARE MALDINI - Una grandissima persona, amato da tutti, ho grande rispetto per la famiglia Maldini e per quello che Cesare ha fatto anche a livello Mondiale per la città di Milano. Con Paolo ho una grandissima amicizia, lo ammiro tanto, quando sono arrivato a Milano ogni volta che ci siamo affrontati c'è stata sempre lealtà.

L'ULTIMA PARTITA - La serata dell'addio è stata una grande emozione, lo stadio era pieno, c'era la mia famiglia, volevo abbracciare tutti i tifosi. C'è un grande legame tra l'Inter e la mia famiglia, questo club sarà sempre parte della mia vita, condividere quel momento con lo stadio pieno è stato molto bello.

TOTTI E IL DERBY - Francesco aveva voglia di giocare ma uno rispetta le scelte dell'allenatore. Poi lui sarà sicuramente contento per il risultato. Per quello che rappresenta Totti servono rispetto e buon senso, merita un finale da grande campione.

BENEFICENZA - A fine maggio ci sarà un grandissimo evento con Andrea Bocelli, il 25 maggio a Expo, assieme a campioni del passato e cantanti.

CASO HIGUAIN – Cosa scatta? Scatta una grande amarezza, per il risultato e per la situazione sempre più complicata. Mi spiace perché Gonzalo è un campione e non siamo abituati a vedere un Higuain così. Mi spiace, era deluso, non è semplice controllarsi ma dipende dalle personalità. Conosco bene Gonzalo, è scattata la delusione per una sconfitta pesante in campionato.

LE LAMENTELE DI SARRI SUGLI ORARI - Una grande squadra deve essere in grado di giocare a qualsiasi orario. Mourinho? Aveva grande personalità, la pressione la gestiva in modo intelligente. Fino a ieri il Napoli ha dimostrato di poter disputare una grandissima stagione.

I GIALLI A HIGUAIN - Nel primo caso non ha protestato con l'arbitro, ce l'aveva con il compagno di squadra. Lo capisco dal labbiale, gli grida 'dammela prima'.

LA JUVENTUS - Ha una grande mentalità, è forte, il gruppo è compatto e quando deve vincere vince. Sono abituati a gestire queste situazioni, hanno anche individualità che fanno la differenza. L'eliminazione in Champions? Alla Juve è mancato pochissimo, ha fatto una partita straordinaria ma le squadre tedesche non mollano mai e dopo il 2-2 il Bayern ha meritato la qualificazione.

L'ULTIMO DERBY - Speravo di giocare anche 5 minuti, ma ho grande rispetto per la scelta del mister. Ho accettato con rammarico, purtroppo abbiamo perso, è andata così.

IL RICORDO PIU' BELLO - Madrid, ma posso dire anche la coppa UEFA a Parigi dove ho segnato. Ma a Madrid è stato straordinario, quando siamo tornati alle 5 del mattino c'erano tanti tifosi ad aspettarci a Milano. La squadra aveva grande personalità e l'allenatore era molto intelligente, ha vinto la forza del gruppo. Moratti? E' stato chiaro, vuole rimanere per rinforzare la nostra società assieme a Thohir.

LA STAGIONE ATTUALE - Terzo posto? Dobbiamo crederci sempre ma a questo punto è molto complicato. Il rigore per il Torino, senza togliere merito ai granata, è stato pesante perché ci ha fatto rimanere in nove. C'è stata grande delusione, in Thohir e nei tifosi. Fino a Inter-Lazio eravamo una squadra solida, poi tanti errori ci hanno portato all'attuale classifica. Ora dovremo rimediare nelle ultime 7 partite cercando di fare più punti possibili. Anche da primi sapevamo che l'obiettivo era tornare a essere protagonisti. Sapevamo che sarebbe arrivato un momento di difficoltà ma non credevamo durasse così tanto. La fiducia per Mancini comunque è totale.

LA SITUAZIONE DEL MILAN - Mi spiace per Milano che merita di lottare per traguardi più alti. La realtà è questa e va accettata, ma sono molto positivo e penso che ci riprenderemo. Il ritiro? Se hai un gruppo intelligente che fa compattezza può essere positivo, altrimenti non serve.