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Javier Zanetti, vicepresidente dell'Inter fresco di contratto a vita con i nerazzurri, parla a Il Giorno. Fra i vari argomenti trattati, spiccano il paragone con l'attuale capitano dell'Inter, Mauro Icardi, e un parere su Calciopoli, a dieci anni di distanza dallo scandalo. 

SU ICARDI: "Lui il mio erede? Siamo completamente diversi, ma io da capitano ho sempre pensato che la prima cosa fosse la società. Se lui penserà lo stesso non avrà difficoltà a continuare insieme a noi".

SU CALCIOPOLI: "E' stata una pagina molto triste del calcio italiano. Purtroppo qualcuno, anche all'interno della stampa, fa ancora finta che non sia mai esistita. Dieci anni fa il calcio italiano era visto con vergogna nel mondo. Oggi la situazione è cambiata, per fortuna. Allora tante volte ci siamo fatti delle domande quando eravamo in campo, poi abbiamo saputo cosa stava accadendo".

SUL FUTURO DELL'INTER:  "La prospettiva è quella di crescere. Sappiamo che incontreremo delle difficoltà, ma vogliamo costruire una squadra che possa essere protagonista. Cosa pensO della possibile cessione di quote societarie a investitori stranieri? Credo sia la realtà di questo momento. Il calcio italiano non è più quello di 10 anni fa, ci sono ragionamenti per vendere quote della società e garantire all'Inter un futuro migliore. Società come Inter e Milan hanno bisogno anche di queste opportunità. Erick Thohir vuole solo il bene della società e Massimo Moratti, anche con una quota di minoranza, sarà sempre parte di questa famiglia. Non esiste Inter senza la famiglia Moratti, ha fatto la storia di questa società e anche se ora ha solo la minoranza è sempre presente".