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Il vicepresidente dell'Inter, Javier Zanetti ha parlato a margine di un evento organizzato dalla Pallacanestro Varese, durante il quale la leggenda nerazzurra è tornato a parlare della sua carriera all'Inter

TALENTO E TESTA - "Penso che il talento da solo non basta, va allenato e migliorato. Ognuno di noi vive la propria passione in maniera differente, noi (argentini, ndr) siamo cresciuti con questa voglia di migliorare, di non mollare. A volte si vedono le immagini con una Coppa sollevata o una medaglia al collo, ma la cosa che piace a me è il percorso che c’è dietro per arrivare a quella vittoria, è la cosa più significativa. Prima di arrivare alle vittorie bisogna passare da tante sconfitte che ti preparano a vincere".
TRIPLETE - "Sì, come hanno detto i nostri tifosi è stato coronare un sogno. È stato un anno molto importante per me, per l’Inter. Non è stato semplice perché ci sono state tante difficoltà prima di raggiungere quei traguardi. Prima di essere grandi campioni eravamo uomini, e quando ci sono uomini intelligenti che vanno tutti nella stessa direzione con un lavoro dietro che ti supporta, difficilmente non raggiungi i tuoi traguardi. Sono orgoglioso e fiero di essere stato il capitano di quella squadra perché vedere la soddisfazione del popolo nerazzurro di vincere il Triplete, unica squadra italiana a vincerlo finora, è stato qualcosa di unico. Scrivere pagine importanti per l’Inter, che per me è una famiglia, sarà sempre qualcosa di speciale".

INTER E NAZIONALE - "L'Inter come una nazionale? Sì perché sono arrivato molto giovane, per me arrivare dall’Argentina all’Inter era la mia più grande opportunità. Volevo dimostrare subito di poter giocare nel calcio dei grandi e nel calcio italiano".