Ma sì, ZaniOro perchè segna due gol. E se giocasse terzino? Zani Alves. E quando domina il gioco? Gengis Zan. E se fosse un Supereroe? Beh, con quel cognome è facile facile: da Batzan a Spiderzan. E', questa, la gioia dei bambini che parlano dell'ultimo dominatore dell'area, Nic Zaniolo. Lo fanno all'ingresso in classe e di nascosto durante le lezioni. D'altra parte, cosa c'è di meglio di un parere di un ragazzino su un loro quasi coetaneo...? E' lui, Nic (e qui si ricomincia SaviceNic o StankoNic?) ad accendere la fantasia e chissà che fila, nei prossimi mesi, per comprare quella maglia lì. Non che si possa sostituire QUELLA sacra, la numero 10, no, no nessuna blasfemia. Sì però i miei preparatissimi informatori che galleggiano tra scuole elementari e medie (fonti formidabili, davvero...) mi raccontano per filo e per segno come la magia di quel ragazzino ex Inter sia travolgente e contagiosa, circoscritta all'interno di sorrisi incontenibili e gioia pallonara di quelle genuine e fanciullesche. E non potrebbe essere altrimenti.

Lui, Dzeko, De Rossi. Sembra una roba da film, tipo il Buono, il Brutto e il Cattivo. Però sono quei tre lì ad aver cucito il sogno Champions in una notte tatticamente perfetta - e sottolineo perfetta - per 79 minuti abbondanti. Quei tre sono stati gli spadaccini senza macchia contro un avversario che ha pensato solo a difendere, palleggiare per addormentare partita e platea, affidandosi al lancione e alla sorte. Sorte che ha baciato quel simpaticone di Sergio Conceiçao proprio allo scadere del minuto 79, nell'unica, vera distrazione della difesa romanista. Quel gol di Lopez brucia perché prima il Porto s'era visto solo per una capocciata di Danilo su calcio d'angolo. Brucia perché rianima il giro di giostra per la qualificazione. Però la Roma ha quei tre lì e un allenatore - e diamogli i meriti diamine – che pare aver trovato la via giusta, finalmente, con il fido 4-3-3. Sempre con il dubbio – quasi una certezza - che esista una Roma e poi la sua nemesi, quella di Champions e quella che ne fa di cotte e crude in Italia. A Oporto sarà tosta, è chiaro. Sarà una battaglia perché ti basta prendere un golletto e non farne per ritrovarti in poltrona con il telecomando. Però, ho chiesto alle mie fonti, i ragazzini romanisti del mio quartiere e loro mi hanno guardato col faccino di chi la sa lunga indicando la foto di Zaniolo attaccata sulla copertina del quadernone a quadretti. Eppoi, fidarsi delle intuizioni fanciullesche è cosa buona e giusta no?