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Un amico interista mi ha telefonato durante la partita per chiedermi se la Roma accetterebbe un cambio alla pari Zaniolo-Nainggolan. La provocazione riassume al meglio le contraddizioni del calcio: pensare oggi che il ragazzo del vivaio sia stato praticamente regalato alla Roma come resto nella trattativa del Ninja fa sorridere. Mazzarri ha rispolverato una mossa da calcio d’antan destinando un marcatura ad personam per il giovane erede di Totti. Rincon si è appiccicato al rivale tentando di mangiargli i lobi delle orecchie, ma proprio questo duello anacronistico ha esaltato ancora di più le virtù di Zaniolo. Il primo gol è un capolavoro nel quale si mescolano classe, fantasia e forza fisica, componenti che non è facile trovare tutte insieme in un calciatore che sfiora il metro e 90.

La gente giallorossa, che non più tardi di un mese contestava apertamente i giocatori, adesso si spella le mani di fronte alle combinazioni messe in atto da Di Francesco, che dopo appena due minuti è stato costretto a sostituire Under con El Shaarawy. Un attacco influenzale che aveva messo fuori uso Florenzi ha regalato una chance a Karsdorp, che si è impossessato della fascia destra varando una corsia olandese insieme a Kluivert. Il difensore, finalmente in buona salute, ha fatto vedere di avere ottime qualità. Da lui è partito l’assist per El Shaarawy, abbattuto in area da Sirigu per un rigore che non ha avuto bisogno del Var. Kolarov ha eseguito la missione in maniera impeccabile.

A questo punto la Roma, come spesso le accade quando crede di aver smaltito la pratica, ha lasciato l’iniziativa al Toro. Iago Falque si è mangiato il gol che alla fine del primo tempo avrebbe rilanciato subito la banda Mazzarri. La sua sostituzione è sembrata punitiva e comunque mal digerita dallo spagnolo. Il Toro ha comunque riaperto i giochi con Rincon, che abbandonata per un istante l’attenzione su Zaniolo ha battuto da fuori beffando Olsen. L’ingresso di Zaza ha rinvigorito il Toro con la Roma in sofferenza a metà campo dove Pellegrini e Cristante si sono trovati spesso in situazioni di inferiorità. Non a caso Ansaldi, la scelta di Mazzarri per far fronte all’emergenza, ha trovato il destro volante per il pareggio fortemente voluto e tutto sommato meritato

Sull’Olimpico è cominciato a piovere non solo in senso meteorologico. Di Francesco ha richiamato Kluivert per rilanciare Schick che nel giro di un paio di minuti ha trovato il pallone giusto per Pellegrini, il cui assist per El Shaarawy è stato un cioccolatino da mandare già tutto d’un fiato
Berenguer, l’ultima carta giocata da Mazzarri, ha confezionato un’occasione che il Belotti di una volta non avrebbe sbagliato. Una cosa è certa: con la Roma mai dire mai.

IL TABELLINO

Roma-Torino 3-2 (primo tempo 2-0)

Marcatori: 15′ Zaniolo, 34′ Kolarov (rig.), 6'st Rincon, 23'st Ansaldi, 27′st El Shaarawy

Assist: 27'st Pellegrini

Ammoniti: 6'st Kluivert, 11'st Cristante, 25'st De Silvestri, 45'st Rincon, 45'st Fazio 

Roma (4-2-3-1): Olsen; Karsdorp (31'st Santon), Manolas, Fazio, Kolarov; Lo. Pellegrini, Cristante; Under (8'pt El Shaarawy), Zaniolo, Kluivert (28'st Schick); Dzeko. All.: Di Francesco.

Torino (3-4-3): Sirigu; Lyanco (39'st Berenguer), Nkoulou, Djidji; De Silvestri, Rincon, Ansaldi, Ola Aina; Parigini (30'st Edera), Iago Falque (10′st Zaza), Belotti. Allenatore: Mazzarri.

Arbitro: Giacomelli