Commenta per primo

 

Cos’ha la Juve più dell’Inter, oggi?
 
Un anno di rodaggio compiuto; l’impianto di gioco stabilizzato; la panchina fresca e di buon livello (Pogba, Isla, Giaccherini, Pepe, Cacères, Quagliarella, Giovinco e Matri, ora che Bendtner il Ruvido si sta facendo spazio a spallate), 49 risultati utili consecutivi che le danno sicurezza, un leader riconosciuto, Conte, ascoltato su tutti i piani.
 
E cos’ha l’Inter più della Juve?
 
Un attacco da 60 gol potenziali (Milito, Palacio, Cassano), la consapevolezza dell’unità del gruppo, l’entusiasmo di un allenatore pratico che pensa vecchio ma vede giovane. Il rapporto di fiducia tra lo stesso Stramaccioni e Zanetti & Cambiasso che si sono fatti guide e garanti.
 
Cos’ha il Napoli più della Juve?
 
Cavani. E meno? Tutto il resto, per ora.
 
Cosa frena la Lazio?
 
Le assenze dei titolarissimi, in primis Klose e Hernanes. Accadeva anche con Reja.
 
Cos’ha la Roma che non va?
 
L’ostinazione di Zeman (non lo mollo) che, come un predicatore mistico, vuole vincere le battaglie contro i mulini a vento e perde tanto le battaglie quanto la guerra. Il suo progetto di riforma è frenato da più ostacoli: la difesa sudamericana – Piris Marquinhos Castan Dodò – è la più giovane e ‘emozionante’ del mondo (imbarazzante la linea sul secondo gol del Parma); De Rossi gioca a mezzo servizio, Destro non ci crede più. E Tachtsidis, beh, lasciamo stare.
 
Cosa può fare Allegri per tenersi il Milan?
 
Poco o nulla, temo: il clima e Berlusconi gli sono ostili. A Palermo Max ha capito che con gente come Mexès, Bonera, Yepes o Acerbi non si può difendere a tre/cinque. E soprattutto che una squadra con poca qualità non può rinunciare sistematicamente a Bojan per, che so, Costant sull’esterno. Fondamentale il recupero di Pato e Boateng. E chi può resettarli, se non il tecnico?