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A San Siro è successa una cosa straordinaria e bellissima: dopo settimane di polemiche e tentativi più o meno velati di condizionamento, il miglior arbitro italiano, Tagliavento, e il suo guardalinee più capace, Romagnoli, hanno commesso almeno due errori da sospensione senza appello danneggiando prima il Milan e poi la Juventus. Questa – sì – e democrazia, altro che eredità di Calciopoli e derivati!

Nessun disegno, nessun piano: nessuna strategia ha armato Taglia & Roma: hanno toppato di brutto e grossolanamente. La partita è stata falsata, il risultato anche, nonostante molti osservatori l’abbiano considerato giusto.
Gli effetti immediati. Chi – durante e dopo – ha gridato allo scandalo, chi ha avuto cali di pressione, chi invece l’ha risolta con la solita pretesa dell’introduzione della tecnologia. Conte ha addirittuo dato del mafioso all’apparato berlusconiano. Le solite manfrine. Italiane? No, europee: ricordate i recentissimi Real-Barça?
Il calcio è uno sport della strada, è nervoso, maleducato, arrogante e ipocrita. Solo Buffon ha ammesso che se si fosse accorto dell’errore non avrebbe aiutato l’arbitro, Vidal s’è fatto giustizia da solo. Come Mexès.
In fondo è uno sport stupendo, il guaio è che ci sono i calciatori. E gli allenatori. E i dirigenti. E i giornalisti tifosi.