di Ivan Zazzaroni

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Ti fermano e ti chiedono sempre: “chi vince il campionato?”.
 
Il verbo al presente: mai al futuro. Sono juventini, napoletani, romani, milanisti, interisti. Qualche friulano. Ti fermano in stazione, al bar, all’aeroporto, per strada: è la televisione. Te lo chiedono da agosto a maggio. Non so cosa rispondere alla domanda più semplice e meno impegnativa, quella che costa niente. “Milan o Juve” la butto lì. La più comoda, che anche un bambino… “Ma chi è più forte?”. “E l’Inter ce la fa a rientrare?”.
 
Milan o Juve. Hanno ricominciato vincendo con qualche difficoltà: un filo più brillante il Milan, carica di lavoro la Juve. A Dubai Allegri e Conte si sono comportati diversamente: uno è stato lieve, l’altro ci è andato giù pesante.

Accettando il rischio Lecce. Il derby di domenica sera non sposterà gli equilibri, aggiungerà poco: servirà da verifica soprattutto all’Inter che viene da cinque vittorie di fila e ha ritrovato Milito. Chi vince questo strano scudetto delle pari opportunità? Ibra o Pirlo? La potenza in una squadra tecnica eppure di sostanza o la tecnica in una squadra da corsa e di tanta sostanza? E’ che manca l’evidenza della superiorità: il campo non la segnala.
 
E l’Inter? Rappresenta ancora una minaccia? Ho qualche dubbio. Raccogliendo quindici punti in cinque gare, il massimo, ne ha recuperati uno al Milan e tre alla Juve. Certo, se riuscisse a portare a casa Tevez…