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  • ZONA CM: Allegri, il possesso palla c'è

    ZONA CM: Allegri, il possesso palla c'è

    • Manuel Magarini

     

    Benvenuti al quarto appuntamento con Zona CM. L’ospite è stavolta Massimiliano Allegri, abile a condurre, nell’ultimo sabato, il suo Milan alla vittoria contro l’organizzato Siena di Sannino. I rossoneri, chiamati a non commettere passi falsi, sono scesi davanti al pubblico amico con il tipico 4-3-1-2, che ha visto nell’undici titolare, complici i numerosi forfait, Mexes, Bonera e Taiwo nel reparto arretrato, nonché di Seedorf e Robinho, preferiti all’ultimo minuto ad Aquilani e Pato.

    Il primo tempo si è basato fondamentalmente su un incontrastato possesso palla dei padroni di casa, per un predominio territoriale che di fatto è rimasto fine a se stesso, mancando del guizzo risolutore delle proprie stelle. Da apprezzare comunque la prova di Taiwo, il quale, pur ritenuto dai più prossimo a cambiare maglia nel mercato di gennaio, si è dimostrato determinato nel ben figurare, nonostante la costante tendenza nel spingersi in avanti abbia trasformato spesso e volentieri la difesa a quattro del Milan in una a tre uomini, lasciando spazio alle progressioni offensive del senese Angelo. La più ghiotta palla-goal della frazione è scaturita, tuttavia, da una verticalizzazione di Brienza per Bolzoni, reo di sciupare un’occasione che, in caso di concretizzazione, avrebbe rappresentato un’autentica beffa, considerando l’atteggiamento remissivo degli ospiti, schierati mediante un 4-4-1-1 privo del playmaker D’Agostino e di Destro.

    Chiuso il primo tempo a reti ancora inviolate, il parziale si è sbloccato allo scoccare del decimo minuto della ripresa, quando, su azione d’angolo, Nocerino ha superato Brkic mediante una poderosa cannonata da fuori, servito da un Robinho fino a quel momento abulico, come l’intero fronte offensivo. Centro che, pur seguito dal colpo del k.o. di Ibrahimovic su rigore, ha rafforzato la sensazione  di come Galliani debba puntare a lucidare la sua creatura , nuovamente sorretta dalla classe operaia, recuperando in primis i suoi campioni finiti in penombra e il caso di Pato è emblematico a tale proposito.

    In sintesi, piuttosto che concentrarsi sull’affare Tevez, un’arma dal potenziale effetto boomerang dato il soggetto in questione, converrebbe recuperare quei talenti, già presenti nell’organico, che solo pochi mesi fa hanno regalato la gioia tricolore.    

     


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