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    Ibra: 'Non mollo, mi sento Superman. Galliani mi chiama tutti i giorni, ma io voglio aiutare il Milan'

    Ibra: 'Non mollo, mi sento Superman. Galliani mi chiama tutti i giorni, ma io voglio aiutare il Milan'

    Non ci sarà molto probabilmente un'ultima partita con la maglia del Milan per Zlatan Ibrahimovic. Ancora ai box per l'ultimo infortunio muscolare al polpaccio accusato durante il riscaldamento della partita contro il Lecce dello scorso 23 aprile  - anche ieri si è allenato separatamente rispetto ai compagni di squadra - e in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno, il gigante di Malmoe si appresta a salutare per la seconda volta i colori rossoneri al termine di questa stagione. Una decisione ufficiale non è ancora stata presa dalle due parti, ad onor del vero, ma le precarie condizioni del campione svedese e le prime strategie di mercato messe in atto da Maldini e Massara vanno in quella direzione.

    SONO SUPERMAN - Eppure Ibra non appare intenzionato a concludere qui, a 41 anni, il suo percorso da calciatore, come riferisce nell'intervista concessa a "Stile", inserto della Gazzetta dello Sport: "Sto bene, sto bene. Ho lavorato tanto, ho forzato tanto, non solo quest’anno anche l’anno scorso. Ma quando ero k.o., la squadra aveva bisogno. E quando hai fatto una cosa per tutta la vita, quando sai cosa devi fare ma non riesci a farlo, allora continui, perché non ti dai pace, io non mi do pace. Non ho trovato l’equilibrio. Quando arriva tutto subito arriva niente. Questo pensiero mi gira nella testa. La mia testa è troppo forte, mi sento Superman ogni volta che rientro, ma devo avere equilibrio. Ho forzato così tanto e non mi è tornato niente sinora. Perché se ti torna un po’ dai ancora di più, sennò dai dai dai, alla fine sei vuoto".

    VOGLIO IL MILAN - Sul suo futuro: "Non sono uno che molla. Ma ci deve essere anche gioia in quello che fai, non posso non avere pace in quello che so fare da numero 1, giocare a calcio. Però non siamo ancora là. Penso che ho ancora da dare. Se penso di smettere? Non credo. Se devo continuare a giocare? Penso di sì. Ma devo trovare equilibrio come nella vita: se non hai serenità, stabilità, sei una bomba, le bombe esplodono". Ibrahimovic ha svelato pure un retroscena di mercato: "Galliani? Mi chiama tutti i giorni da tre anni e mi dice sempre che Monza è bella, che c’è una bella natura, che sul tavolo c’è già il contratto. Ma non siamo là: io sono un giocatore del Milan e sono orgoglioso di esserlo. Ad una certa età non c’è più l’ego, non hai bisogno di dimostrare. Sono qua per aiutare il Milan, non come adesso. Voglio essere in campo, lì posso aiutare molto di più".

    A proposito del contratto in scadenza col Milan: "Cosa succede nel club non lo so. Io so che sto bene al Milan, Milano è casa mia. Del mio contratto non so nulla, l’anno scorso ho detto a Paolo: fai te. E mi è arrivato un foglio da firmare. Non so cosa c’è dentro, forse c’è un altro anno. A me basta sapere di essere un giocatore del Milan e allora so cosa devo fare. Il resto non mi importa. M’importa solo di tornare in campo, altrimenti la gioia diminuisce. È come se uno va al lavoro e non ha un ufficio. Sono due anni che non ho ufficio. Ho ancora voglia, ma serve equilibrio".

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