La sfida tra la Juventus e l'Internazionale è la partita che più di ogni altra si è giocata nel massimo campionato italiano, una sfida che coinvolge due tra le società più titolate con rivalità accesa tra le rispettive tifoserie.

DERBY D'ITALIA - Tanto accesa la rivalità e tanti interessi spostati che nel 1967 Gianni Brera coniò per questa sfida l'espressione derby d'Italia ad indicare la sfida tra due società leader non soltanto in fatto di scudetti vinti, ma ancor più in riferimento agli interessi economici e mediatici che queste due società rappresentavano e tuttora rappresentano. All'epoca le due società erano in mano a due delle famiglie economicamente e politicamente più importanti d'Italia, i Moratti e gli Agnelli, la Grande Inter di Herrera stava tramontando dopo aver vinto in Italia e nel mondo tutto ciò che si poteva vincere, la Juventus aveva già da tempo “messo la freccia” in fatto di scudetti vinti, insomma, la sfida Juventus-Inter poteva davvero venire considerata la partita più significativa dell'intero movimento calcistico italiano, il vero derby d'Italia.

LA PRIMA VOLTA - La storia di questa sfida nasce sul finire del primo decennio del'900, circa un anno dopo la fondazione dell'Internazionale avvenuta nel marzo del 1908. la Juventus aveva già vinto un campionato, quello del 1905, mentre il giovane club milanese, nato dalla scissione di alcuni soci del Milan, non era riuscito a superare le qualificazioni lombarde nel torneo del 1909. Il campionato 1909-10 fu il primo che venne organizzato sul modello della First Division inglese a girone unico, anche se vi partecipano ancora soltanto le squadre del nord. È il famoso campionato vinto proprio dall'Internazionale nello spareggio contro la Pro Vercelli, partita alla quale è legata tutta una letteratura e della quale ci siamo qua già occupati. Il campionato 1909-10 segna anche il debutto della sfida tra Juventus e Internazionale: la prima volta tra le due squadre avviene domenica 14 novembre 1909, a Torino. Seconda giornata di andata, la domenica precedente la Juventus aveva esordito con un netta sconfitta contro il Torino, mentre i nerazzurri avevano pareggiato 2-2 contro l'Ausonia. L'Internazionale per quel torneo presenta una formazione di tutto rispetto, con almeno tre giocatori superiori alla media: gli svizzeri Peterly e Aebi – anche se quest'ultimo era naturalizzato italiano e giocò pure con la Nazionale azzurra – e colui che sarebbe diventato il primo giocatore-simbolo nerazzurro, Virgilio Fossati. La Juventus, di contro, dopo aver perso quei dirigenti e giocatori che nel 1906 fondarono il Torino viveva stagioni di transizione, sempre a ridosso delle prime ma incapace di tornare a vincere il massimo campionato. Il 14 novembre 1909, dunque, si gioca Juventus-Internazionale che ancora non è derby d'Italia e che probabilmente in pochi quel giorno hanno la fantasia di pensare che nel futuro avrebbe significato così tanto nella storia sociale d'Italia. L'impressione generale è che i nerazzurri sono già una squadra con dei valori, con delle individualità importanti e con un gioco ben preciso basato molto sul gioco sulle fasce; di contro i bianconeri mettono in mostra una cintura di centrocampo che fa da vera diga a protezione della difesa. Sin da subito la Juventus inizia ad attaccare con convinzione alla ricerca del vantaggio, facendo risaltare la difesa nerazzurra che riesce sempre ad aver la meglio fino a quando uno dei difensori interisti tocca la palla con la mano nella propria area di rigore portando Alziator, l'arbitro dell'incontro, a fischiare senza indugi il penalty. Incaricato della trasformazione è Borel che non fallisce e porta la Juventus in vantaggio. La partita prosegue con un leve predominio della Juventus che ancora con Borel va vicina al raddoppio e con alcune incursioni dell'interista Petery ben neutralizzate dal portiere Pennano. La ripresa vede l'Inter condurre alcune insidiosi attacchi ma senza riuscire a segnare, cosa che invece riesce ancora una volta alla Juventus che con un bel tiro del solito Borel insacca il pallone del definito 2-0 per i bianconeri. Così termina la prima volta in campionato tra Juventus e Inter.

BOREL, IL PRIMO GOLEADOR DELLA SFIDA - Goleador della prima sfida di campionato di quello che diventerà il derby d'Italia è dunque Ernesto Borel, che nasce a Torino nel 1889 e inizia a giocare nella squadra riserve della Juventus con la quale vince il campionato di seconda categoria del 1905, nello stesso anno in cui i “grandi” vincevano il primo titolo di campione d'Italia. Dal 1906 Borel fa il suo esordio in prima squadra , della quale diventa ben presto il centravanti titolare a suon di reti. Fisico imponente, centravanti alto, snello e velocissimo, ha un gran fiuto per il goal. Suoi alcuni goal storici della Juventus: suo il primo goal della Juventus nel derby contro il Torino e – come abbiamo raccontato – sua la prima rete bianconera nelle sfide contro l'Internazionale. Gioca per tutta la sua carriera nella Juventus, sino al 1914, collezionando 14 reti in 18 gare, per poi trasferirsi in Costa Azzurra, tra Cannes e Nizza. Commerciante di tessuti, chiude definitivamente con il calcio ma nel calcio rimane grazie ai suoi figli, soprattutto a Felice Placido, detto “farfallino”, centravanti della Juventus campione negli anni'30.ù

(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)