Il campionato è sospeso dall'ormai lontano maggio 1915, l'Italia e il mondo intero sono impegnati in una guerra che è diventata una carneficina inenarrabile. I rossoneri del Milan sono i grandi padroni del calcio di quegli anni funestati dalla guerra: hanno vinto la Coppa Federale nel 1916 e la Coppa Lombardia del 1917 ed ora, alle soglie della primavera 1918 si giocano un'altra Coppa, questa volta la Coppa Mauro nello spareggio contro i cugini dell'Internazionale.

LA COPPA MAURO 1918. La Federazione aveva organizzato per il 1917/18 la disputa della Coppa Mauro, non ottenendo però il patrocinio del Comitato Regionale Lombardia. La coppa aveva preso il nome dall'ingegner Francesco Mauro che allora era reggente della Federazione, il quale aveva messo in palio questo trofeo. Alla competizione si iscrissero sette squadre: Milan, Internazionale, Legnano, Saronno, Enotria Goliardo, U.S.Milanese e Nazionale Lombardia. L'andamento delle varie giornate che si erano susseguite aveva fatto presagire che a contendersi la vittoria finale sarebbero state le squadre del Milan e del Legnano, senonché la decisione presa dal Comitato Regionale Lombardo di accogliere il ricorso dell'Internazionale aveva sparigliato le carte. Il legnano il 16 dicembre aveva vinto 1-0 contro l'Internazionale, ma i nerazzurri avevano presentato reclamo ritenendo il goal dei lilla segnato in fuorigioco. Il Comitato annullava dunque l'incontro e ne ordinava la ripetizione: il Legnano, ritenendosi defraudato della legittima vittoria, rifiutò di giocare e venne punito con lo 0-2 a tavolino. A quel punto il Legnano per protesta si ritirò dalla manifestazione e a cascata si ritirarono anche le altre squadre, tranne il Milan e il Saronno. Questo vero e proprio terremoto aveva ridisegnato completamente la classifica, tanto che Milan e Internazionale finirono a pari punti.

IL CAOS. La decisione del Comitato Regionale lombardo aveva generato parecchi problemi, soprattutto in seno alla Federazione e i mesi seguenti furono roventi. Mauro temeva una spaccatura tra le società lombarde e si cimentò in un tentativo alquanto maldestro di rabbonire tutti i soggetti coinvolti. Mauro, infatti, mentre fissava la data dello spareggio tra Milan e Internazionale, allo stesso tempo prometteva al Legnano che la partita contro i nerazzurri sarebbe stata ripetuta, annullando dunque la sconfitta a tavolino. A questo punto la ricostruzione della classifica corretta è oltremodo difficoltosa, perché il ritiro di tutte le altre squadre aveva provocato una pioggia di 2-0 a tavolino. Comunque, per domenica 3 marzo venne fissato lo spareggio tra rossoneri e nerazzurri, ma nessuno sapeva con certezza se quella partita sarebbe servita davvero a sancire il vincitore della Coppa.

IL DERBY DELLA SOLIDARIETA'. A quei tempi era abbastanza abituale che si giocassero partite di beneficenza o che gli incassi di alcune gare ufficiali venissero devoluti a favore delle popolazioni delle terre irredente o martoriate dalla guerra. Il Commissario Federale del Comitato Regionale lombardo in occasione dell'imminente Milan-Inter aveva formulato ufficiale richiesta al Prefetto di Milano affinché l'incontro si fosse potuto giocare alla presenza del pubblico. Infatti era già accaduto nei mesi passati che Milano fosse oggetto di attacchi nemici e riunire una folla di spettatori attorno ad un campo da gioco poteva essere pericoloso. L'idea del Comitato Regionale lombardo era quello di devolvere l'incasso a favore della sottoscrizione cittadini Pro Profughi delle Province invase, come era accaduto già in occasione di altre manifestazioni sportive.

8-1 PER IL MILAN. Il Milan di quegli anni di guerra come abbiamo detto era davvero forte, una squadra tecnicamente superiore alle altre e con forza e grinta da vendere; l'Internazionale, al contrario, non era certo nel suo momento storico migliore. A questa considerazione di carattere generale, se aggiungiamo che alla partita – forse – decisiva il Milan si presentava al completo mentre l'Internazionale ci arrivava priva del suo giocatore migliore, l'italo-svizzero Aebi, il destino era forse già scritto. Così il 3 marzo 1918 al Velodromo di Milano i rossoneri non ebbero particolari difficoltà a vincere contro i cugini una partita che ebbe un andamento diverso da quello che il risultato finale potrebbe far pensare. In realtà sino al 60° il punteggio era ancora aperto, il Milan aveva sì manifestato la sua superiorità ma non stava andando oltre il minimo vantaggio di 2-1. Poi i nerazzurri si erano spenti completamente, e in poco tempo scomparirono letteralmente dal terreno di gioco lasciando campo aperto ai rossoneri. Così il Milan dilagò segnando sei reti nello spazio di 25 minuti, finendo per vincere il derby per 8-1, con Cevenini autore di un leggendario pokerissimo di reti. Il paradosso fu che al termine di quell'incredibile 8-1 il Milan non sapeva ancora se aveva vinto o meno la Coppa, perchè ancora era da chiarire la questione del reclamo del Legnano. Ad ingarbugliare ancor più la vicenda c'erano state le dimissioni di Mauro pochi giorni prima della disputa della partita, così nessuno poteva dire con certezza ciò che sarebbe accaduto. La stessa Gazzetta dello Sport nel numero del 4 marzo 1918 aveva lanciato una richiesta al Legnano di rinunciare alle sue pretese affinché la vittoria così netta e limpida del Milan sui cugini dell'Internazionale suggellasse la vittoria della Coppa.

Cosa che poi avvenne e il Milan risultò quindi vincitore  della Coppa Mauro 1918.

(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)