Il derby di Roma come noi oggi lo conosciamo ha inizio con il primo campionato a girone unico, quello giocato nel 1929/30, poiché nelle edizioni precedenti le due squadre erano sempre state inserite in gironi differenti. Se però è vero che la storia del derby nasce con quel campionato, altrettanto vero è che a Roma a calcio – meglio, a football – si giocava già dagli anni'90 del XIX secolo.

LA LAZIO INAUGURA IL XX SECOLO - Arriva il nuovo secolo, il Novecento, e a Roma la Società Podistica Lazio – sorta agli inizi del 1900 – si innamora perdutamente del football. È un ex giocatore del Racing Club di Parigi, Bruno Seghettini, a portare il pallone e a fornire una dimostrazione pratica di come si giocasse al football ai soci della Lazio. Leggenda vuole che abbia preso a dar calci al pallone in sede e abbia pure rotto una vetrata. Da quel momento inizia un'avventura secolare, culminata nella conquista di due scudetti.

IL CALCIO NELLA BELLE EPOQUE ROMANA - Con il nuovo secolo, grazie anche alle prime pionieristiche compagini provenienti dagli ambienti della ginnastica di fine Ottocento, a Roma nascono molte squadre di football. Per citarne soltanto alcune, nell'autunno del 1901 venero fondate l'Esperia e l'Audace Club Sportivo e le partite che disputavano tra di loro erano quasi sempre giocate utilizzando le regole adottate dal football della Federazione ginnastica. Nel 1903 nascono altre importanti società di football, il Roman e la Virtus, quest'ultima grazie ad alcuni soci fuoriusciti dalla Lazio. Insomma, il football a Roma agli inizi del secolo prende piede e muove molto interesse, tanto che nel 1907 la Lazio, il Roman e la Virtus danno vita al Campionato di Roma vinto proprio dalla Lazio e sul finire di quell'anno viene fondata la Fortitudo. Per un quadro esaustivo di tutta l'attività calcistica a Roma in quegli anni utile leggere il volume Pionieri del calcio romano di Marco Impiglia; qui basterà accennare al fatto che, finalmente, con la stagione 1912/13 anche il calcio laziale veniva invitato a partecipare al “gran banchetto” del campionato di Prima Categoria della F.I.G.C.: da quell'anno, infatti, la vincitrice del nord avrebbe dovuto battersi con la vincitrice del Centro-sud per aggiudicarsi il titolo di campione d'Italia. La Lazio è l'assoluta dominatrice: per ben due anni consecutivi sbaraglia la concorrenza a Roma e sfida le squadre del Nord per il titolo, poi la Grande guerra con la sua immane tragedia spegne la luce – o quasi – al football.

1927: NASCE LA ROMA - Nel dopoguerra il calcio della capitale prosegue nella sua marcia inarrestabile: ancora la Lazio e l'Alba sono protagoniste nei primi anni'20, senza però mai riuscire ad acciuffare il titolo di campione d'Italia. Arrivano sempre ad un passo, ma le finali sono sempre vinte dalle squadre del nord. Con l'epocale riforma del 1926, passata alla storia come Carta di Viareggio, non solo il regime passava al controllo diretto del calcio, ma cambiava davvero per sempre la struttura politica ed economica del calcio stesso. La riforma del 1926 improntata com'era al controllo e al contingentamento dei costi, aveva portato ad una rumba di fusioni e assorbimenti tra società che non risparmiarono la capitale. Furono mesi fitti di tentativi volti a creare un'unica formazione romana capace di tenere testa a quelle del nord, ma la Lazio non ne volle mai sapere di fondersi con le altre società. Nel 1926 Audace e Alba si fusero insieme, così come fecero Fortitudo e Pro Roma: queste due nuove realtà, assieme al Roman nell'estate del 1927 diedero vita all'Associazione Sportiva Roma.

IL PRIMO DERBY IN CAMPIONATO LO DECIDE VOLK - Nel grande progetto della A.S. Roma non volle rientrarvi la Lazio, poiché questa rifiutò sempre l'idea di fondersi con le rivali storiche e perdere così la propria identità. Come accennato, Roma e Lazio si trovarono in campionato per la prima volta nella stagione 1929/30, la prima a girone unico.
La settimana precedente l'incontro fu un crescendo di tensione, tanto che le autorità avevano persino preso in considerazione l'idea di non farlo giocare per evitare problemi di ordine pubblico: la rivalità tra laziali e tifosi delle squadre che avevano dato vita alla Roma, infatti, era nota e aveva già avuto modo di manifestarsi nel corso degli anni '20. Comunque la partite venne giocata e si giocò al campo della Rondinella, casa della Lazio, domenica 8 dicembre 1929. In quella partita la Roma non ebbe particolari problemi a portare a casa il risultato, nel primo tempo colpì due volte il palo e al 30° della ripresa riuscì a segnare la rete della vittoria giallorossa con “sciabbolone” Volk (in contrapposizione a "Sciaboletta", il soprannome dispregiativo assegnato a Re Vittorio Emanuele III), istriano di Fiume, che ricevuto il pallone da Corsanini, si smarcava dal suo avversario e lasciava partire un bolide con il quale trafiggeva Sclavi, il portiere della Lazio. Centravanti prestante, dotato di grande fisico, ma nonostante ciò molto rapido nel girarsi e lasciar partire tiri molto forti e precisi verso la porta, Volk aveva giocato nel campionato 1926/27, durante il servizio militare, nelle file della Fiorentina con il nome italianizzato di Bolteni. Tornato alla Fiumana là si era definitivamente messo in mostra segnando 16 reti in altrettante partite e l'anno successivo diventava il centravanti della Roma e uno dei primi idoli del Testaccio a furia di reti.  “Sciabbolone” Volk diventa dunque il primo bomber della Roma, con la quale segna ben 103 reti in 157 presenze in campionato. A Roma rimane per 5 stagioni, andando sempre in doppia cifra e dovendosi adeguare alle imposizioni del regime muta ancora una volta il nome, italianizzandolo in Folchi, ma è sempre lui, quel centravanti che nel 1929 aveva deciso il primo derby romano.

(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)