Il presidente dell'Assocalciatori Damiano Tommasi ha parlato a margine della conferenza stampa di presentazione del Gran Galà del calcio, la tradizionale manifestazione in cui vengono eletti i migliori protagonisti della stagione passata. Non poteva mancare un riferimento all'eliminazione dell'Italia dal prossimo Mondiale: "Dimissioni Tavecchio? Non è stato convocato nessun consiglio federale, solo i presidenti delle componenti. Penso di andare ad ascoltare, più che a parlare. Le parole di Cannavaro? Come ho detto prima, la partita di ieri è stata decisa dagli episodi, meritavamo noi di passare. Le coppe si vincono negli allenamenti e poi si ritirano alla domenica.i tanti stranieri non sono un freno, la Svezia non aveva nessun giocatore forse nel campionato interno. Molti nostri giocatori vanno all'estero per giocare ad alti livelli, il discorso sugli stranieri è solo una sfaccettatura".

All'evento ha partecipato anche l'ex vicepresidente federale Demetrio Albertini, che nel 2014 si candidò alla guida della Federazione uscendo sconfitto per mano di Tavecchio nelle elezioni: "Oggi è una giornata molto triste, avevamo tutti fiducia di andare ai Mondiali, i ragazzi hanno cercato di dare il massimo. Per la prima volta dopo tanto tempo ci troviamo in questo grande momento di tristezza. La Nazionale aveva tutte le carte in regola per andare al Mondiale, con l'esperienza e l'inesperienza di qualcuno. Li reputo dei campioni, poi c'è dopo la discussione della partita in sé. Mi dispiace essere qui a commentare della sconfitta. Rottamazione, rifondazione o ristrutturazione? Devi parlare con un politico, io non lo sono più adesso".

Su una sua possibile ricandidatura in caso di dimissioni di Tavecchio: "Tommasi è impegnato con l'Aic, io sono uscito dalla Federazione dopo 8 anni, cercando un mio percorso, con uno sguardo e una passione incredibile per questo sport. Sinceramente vado avanti con le mie scelte, se c'è poi da condividere qualcosa lo farò sicuramente. Non so se con me sarebbe andata diversamente, il bello dello sport è questo che poi si può dire tutto. Io mi ero messo a disposizione nel 2014, dopo un percorso di otto anni. Da tre anni sono esterno, credo che sia il momento più facile per giudicare ma bisogna capire quali sono state le cause e avere il coraggio di cambiare. Scegliere il c.t è la cosa più difficile al mondo, perché viene sempre contestato. Serve un allenatore di grande esperienza, uno come Carlo Ancelotti è il primo che mi viene in mente. Deve essere il presidente a scegliere, oneri e onori". Due parole, infine, sempre di Albertini sulla Serie A: "A me il campionato piace, l'Inter sta dando continuità, la Roma e il Napoli sono squadre solide, reputo la Juve la squadra da battere, tecnicamente dico che ci sono diversi giocatori importanti nel nostro campionato".

Nuovamente su Tavecchio: "Se fossi in Tavecchio mi dimetterei?E' sempre difficile, facendo l'imprenditore adesso uno delle cose che si pone sono gli obiettivi primari. Se non dovessi raggiungerli, difficilmente mi dimetterei ma chiuderei, da imprenditore è cosi".