Calcio e politica, in Spagna, sono sempre andati a braccetto. E' soprattutto in epoca franchista che le sfide a distanza tra Barcellona e Athletic Bilbao, espressioni delle regioni e delle culture di maggiore opposizione al potere centrale di Madrid, e il Real sono stati particolarmente accesi. Una rivalità, quella tra blaugrana e blancos, tornata ai massimi livelli in epoca recente sul piano sportivo per l'alternanza di successi delle due corazzate in campo nazionale ed internazionale, ma ulteriormente acuita dalle recrudescenze catalane relative alle rivendicazioni di indipendenza.

CAPOPOPOLO PIQUE' - Il prossimo 1° ottobre, l'amministrazione locale è convinta di poter svolgere il referendum che chiamerà il popolo di Barcellona e dintorni a esprimersi sulla richiesta di autonomia politica da Madrid, una consultazione che il parlamento spagnolo ha già dichiarato illegittima. E a tal proposito, nelle ultime ore la polizia nazionale, la Guarda Civil, ha compiuto una serie di operazioni, tra cui anche alcuni arresti presso gli uffici della Generalitat di Barcellona, sede del governo della comunità catalana. Tra i fermati ci sono molti promotori della campagna referendaria, un fatto che ha scatenato proteste il coinvolgimento emotivo anche della Barcellona calcistica. Al Camp Nou non manca occasione nella quale venga fatto sfoggio sugli spalti striscioni di chiara connotazione politica e Piqué, uno dei simboli della squadra ma anche del sentimento catalano, è spesso diventato protagonista di episodi e di gesti a sostegno della causa della gente che rappresenta da calciatore. 








POLEMICA VIA TWITTER
- Dalla sterile polemica della manica della maglia della nazionale spagnola tagliata per nascondere i colori della bandiera (identificati come simbolo della Castilla y Leon, la regione di Madrid) a forti prese di posizione che lo hanno reso inviso in tutti gli stadi del Paese (tanto da diventare oggetto di fischi in ogni gara della Roja), si è arrivati all'ultima polemica attraverso il proprio profilo Twitter. Colpa della trasmissione televisiva Intereconomia che, ironizzando sull'eccessiva attenzione posta da Barcellona alle vicende interne, si è chiesta quanto in Catalognia siano informati su ciò che avviene in giro per il mondo. Per esempio, facendo riferimento alla crisi tra Usa e Corea del Nord, i due conduttori sono usciti con una battuta che ha generato un vespaio: "La Francia afferma che in pochi mesi la Corea potrebbe produrre missili a lunga gittata. Chissà, potrebbero arrivare sino a Barcellona. Kim Jong-Un spari pure contro Barcellona, ci guadagneremmo tutti". Indignazione generale, compresa quella di Piqué, che ha tweettato: "Questi non andiamo a trovarli, Guardia Civil?".

 
Il primo clasico di campionato, fissato per il 20 dicembre, è ancora lontano, ma la partita, anche sul piano politico, sembra già cominciata.