Sarà forse il modulo. Quando Gasperini ha disposto in campo il 3-4-3 ha subito sorriso per l'intuizione: era il 16 ottobre 2016, sette giorni prima della vittoria contro l’Inter. Un sette che torna sempre, come nel modulo del 3 che si somma al 4 centrale e dà vita a un reparto a 7, difensivo o offensivo in base all’occasione, sempre efficace. Perché da allora la palla l'abbiamo difesa e spedita in rete diverse volte: non per forza nel sette ma, in questo caso, ci si accontenta del gol.

SETTE…MBRE- E soprattutto l'abbiamo messa dentro nelle ultime sette partite di settembre, una più meravigliosa dell’altra perché condite da risultati e bel gioco. Tanti appassionati del rettangolo verde sono stupiti dall'andamento di un'Atalanta che ha una fame da lupi sia di salade lyonnaise che di bagna càuda bianconera. Il mercato ha sparecchiato piatti succulenti alla tavola del Gasp, ma per fortuna i colpi estivi contano poco in quei di Bergamo. Qualcuno ricorderà l’entusiasmo per Paloschi, dimenticato subito in favore delle giovani riserve di casa nostra. Qualcun altro ricorderà l'apoteosi di ferragosto per il ritorno di de Roon e l'arrivo in sordina, accompagnato da una buona dose di scetticismo, di Palomino. Eppure, a conti fatti, è proprio lui ora, insieme a Ilicic, il miglior colpo di mercato tra i volti nuovi.
 
I MAGNIFICI SETTE- Sedici (1+6 fa proprio 7, neanche a dirlo) sono i giocatori in rosa che il Gasp considera oggi titolari. Tra questi, sette sono i magnifici che, per numero di gol, assist, presenza e prestanza in campo, hanno fatto la differenza onorando la Dea: Berisha ha parato un rigore, Caldara ha segnato con la Juve, Masiello con l’Everton, Freuler con la Fiorentina, Cristante è il re dei colpi di testa, Gomez è il re del campo e Ilicic sta trascinando il centrocampo. Palomino e Petagna hanno mandato segnali incoraggianti, ma ce ne sono altri sette che ancora non hanno convinto e cercano il riscatto nelle prossime gare: Toloi, Hateboer, Castagne, Kurtic, Cornelius, Spinazzola e de Roon devono migliorare.
 
LE SETTE MERAVIGLIE- Perché il resto della squadra si è migliorato, anche se già con la Roma e con il Napoli la stoffa nerazzurra si era resa ben visibile agli occhi delle avversarie: sconfitti sì, ma furono sconfitte immeritate. Per questo ci è bastato poco per riprendere a contare fino a 7, abbattendo ogni ostacolo e raccogliendo 13 punti, un numero che solo a noi porta fortuna. Possono sembrare pochi spalmati in sette partite, ma appena si leggono le sfidanti alla destra o alla sinistra dell’Atalanta, tali Everton, Lione, Fiorentina e Juventus, si fa presto ad esultare. Con il Crotone è poi arrivata la goleada e con il Sassuolo il dovere casalingo di vincere. L'unica pecca quel pari con il Chievo che vale oggi i due punti di distacco in classifica ma, d’altro canto, il rigore del Papu sul finale ci salvò da sicura sconfitta.  
 
SETTEBELLO- Ora però arriva il bello, anzi, il settebello: perché le gare che aspettano la squadra orobica nei prossimi ventidue giorni, prima della sosta del 12 novembre, sono ancora sette. Un caso? I nomi delle avversarie questa volta fanno venire meno la tremarella alle gambe allenate degli atalantini e a quelle maculate dei tifosi. Samp, Apollon, Bologna, Verona, Udinese, di nuovo Apollon e Spal, in ordine cronologico. Quasi si potrebbe andare oltre: non solo replicare l’andamento fatto, ma sfiorare l’en plein. A tavolino e a carte (di denari) scoperte, 1 punto con la Samp fuori casa è d’obbligo, 3 con l'Apollon a Reggio quasi una certezza, altrettanti con il Bologna in casa una passeggiata e con il Verona in crisi nera un’ovvietà, 1 con l'Udinese fuori e con l'Apollon a Cipro, per stanchezza e nostalgia di casa, ci possono stare, per poi concludere in bellezza con una vittoria gambe in Spal tra le mura amiche. In totale, altri sette risultati utili e una media di 15 punti, un paio di più. Ma vista la differenza enorme tra le formazioni che affronteremo nel mese di Halloween, sembra uno scherzetto fermarci a 15: il nostro dolcetto, tra i colpi di zucca di Cristante, potrebbe essere 21. Girone superato e alta classifica, ma bisogna avere mordente, cuore e sete di vittorie. Anzi, in questo caso, ne serviranno sette di vittorie.