Neanche il fotografo. Neanche il fotografo riusciva a stargli dietro. Avanti anni luce, anche perché andava alla velocità della luce. Ronaldo Luis Nazario de Lima compie oggi 40 anni. Quaranta! Tanti ne sono passati da quel 22 settembre del 1976, quando di fatto ha iniziato a tracciare una linea, partita dalle spiagge di Rio de Janeiro e arrivata fino a Milano. Una linea da oltrepassare, uno stargate attraverso il quale entrare nel nuovo calcio. "Se venite nel mio mondo, non tornerete più indietro". Già, perché c'è stato un calcio prima di Ronaldo e c'è stato un calcio dopo Ronaldo. 

Un prototipo di calciatore moderno mandato da chissà quale divinità calcistica: faceva cose mai viste prima ad una velocità mai vista prima. Il Ronaldo ammirato tra PSV e, soprattutto, Barcellona e Inter è qualcosa di inavvicinabile. Tecnica, velocità, potenza e intelligenza tattica, incubo dei difensori, sogno di tutti i tifosi. Non stiamo ad elencare neanche i numeri, non gli renderebbero onore. In quanto prototipo, però, presentava qualche piccolo difetto di fabbricazione, con quel tendine rotuleo che più volte lo ha visto soffrire e piangere. 

Una macchina fatta per giocare a calcio che negli anni è diventate umana, una sorte di novello Pinocchio: dal malore che ha condizionato il Mondiale di Francia, quello che doveva essere il suo Mondiale, il più bello di tutti (passato, presente e futuro, BaggioZidane e Ronaldo, c'era tutto), alle lacrime del 5 maggio, dalla fuga di Madrid al sentimento che forse è quello più umano di tutti, il tradimento. Tifosi dell'Inter traditi dopo il suo passaggio al Milan, in cui si vede un Ronaldo ingrassato, sul viale del tramonto, che però ha ancora colpi da dare, uno dei quali sfoggiato in un derby perso sul campo ma moralmente vinto per i tifosi rossoneri. 

Poi, dopo l'ennesimo problema al ginocchio, il ritorno nella sua terra, in Brasile. E le lacrime, di un bambino che ha vissuto per il calcio, nel giorno della conferenza d'addio. Tutti avevano già visto quello che c'era da vedere, forse anche di più, la via era tracciata. Padre dei vari CR7, Messi, Ronaldinho e tutti gli altri; proprio per questo il più forte di tutti. Auguri Fenomeno. E grazie!