Ancora una volta Atalay Babacan ha deciso di intromettersi tra l'Italia e un destino più glorioso. Nell'ottobre 2015 era soltanto un'amichevole ma andò a bersaglio nel 4-1 finale con la maglia dell'Under, ieri si è ripetuto in Croazia e ha spedito la sua Turchia ai quarti di finale dell'Europeo Under 17 e rimandato a casa l'Italia di Emiliano Bigica. Decisivo, tipico del giocatore che nella sua categoria fa la differenza e che spera di far parlare di sè anche negli anni a venire. 

LA SPINTA DI TERIM - Babacan indossa la maglia numero 10, è di piede sinistro ed è un trequartista di qualità molto importanti, evidenziate anche con la maglia della sua squadra di club il Galatasaray. E' considerato, insieme ai compagni Civelek, Gul, Akgun e Kabak, uno dei componenti della generazione d'oro del calcio turco e, forse anche per questo, la sua nazionale è stata tenuta a rapporto prima dell'Europeo e seguita dagli spalti in occasione del match decisivo contro l'Italia dal ct dei "grandi" Fatih Terim. Una sorta di investitura, un modo inequivocabile di far sentire la presenza della Federazione, che crede in questi ragazzi come gli apripista di un nuovo ciclo.

NEL SEGNO DI SAHIN - La speranza è che vada ancora meglio che nel 2005, quando la Turchia dell'altro Babacan, l'attuale portiere della squadra A, di Caner Erkin e soprattutto di Nuri Sahin che trionfò proprio nell'Europeo Under 17 e si spinse fino al quarto posto nel Mondiale di categoria, il miglior risultato di sempre a livello giovanile. Con 3 reti, Babacan è stato tra i migliori a livello realizzativo nel cammino di qualificazione, con uno in questa fase finale e 2 assist è tra i trascinatori di una squadra anche dall'anima tedesca, col bomber Karaahmet, Gunes e Cetin che militano in club di Bundesliga. Piede educato, lanci millimetrici, visione di gioco e anche senso del gol: l'Italia l'ha scoperto a sue spese, ma anche voi segnatevo il suo nome, Atalay Babacan.

 

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