Cinquanta giorni fa. 84esimo minuto a Dortmund, Gonzalo Castro sta per battere un calcio d'angolo per la squadra di casa: a protezione dell'area piccola, sul lato corto, c'è Gareth Bale. Il calciatore originario di Cardiff ha aperto le marcature nel primo tempo con un gol di sinistro al volo; adesso va a intercettare il traversone di Castro e allontana la palla. Il Real sale, ma lui rimane dietro la linea della difesa. Zoppica, poi si lascia cadere a terra. Problema al polpaccio sinistro, il solito. Cinquanta giorni dopo, viviamo la settimana che precede il derby di Madrid. Bale sembra finalmente arruolabile, ma ecco arrivare la beffa che (ormai) ti aspetti: con un comunicato, il club di Florentino Pérez annuncia che durante l'allenamento il giocatore ha subìto la lesione fibrillare del muscolo adduttore lungo della gamba sinistra. In soldoni, almeno un mese di stop; oltre al derby, salterà la sfida di ritorno di Champions contro il Borussia. La sua stagione, per ora, rimane ferma a quel gol segnato all'andata.

IN CIFRE - Neppure i numeri riescono a definire il pasticciaccio: c'è chi dice che il totale degli infortuni è 12, chi 19, chi conta già due stelle nell'albo dei referti. A volte, come successo un paio di giorni fa, si passa da un infortunio all'altro senza soluzione di titolarità. Per noi, per quello che importa, gli infortuni sono tredici da quando è arrivato a Madrid; di fronte a una tale sventura calcistica, la superstizione lascia il tempo che trova. Con questi due stop si riparte nello stesso modo in cui è cominciata (e finita) la stagione passata: appena 27 partite giocate l'anno scorso (circa il 50% delle gare totali del Real), con 9 gol e 3 assist, compresi gli scampoli di finale di Champions contro la Juventus, nella città natale di Cardiff. Allargando all'intera esperienza madrilena, le percentuali si abbassano di poco: in totale, da quando è arrivato al Bernabeu, Bale ha disputato 159 partite delle 251 disponibili (con 70 gol e 55 assist). E la tendenza non rassicura. I ricoveri in infermeria si fanno sempre più ravvicinati e lunghi: 50 giorni di stop per la lesione al polpaccio sinistro del 2016, 80 giorni per i problemi alla caviglia di inizio 2017, altri 80 per nuove noie allo stesso polpaccio. Indisponibile in 40 partite delle ultime 60 dei Blancos. Visto che il Real Madrid nel 2013 ha pagato il calciatore gallese 100 milioni di euro in un'operazione globale da circa 170 milioni di euro, i conti dicono che vederlo sgambare per il campo costa più di 1 milione di euro a partita. E il valore di mercato scende: al momento, un suo eventuale ritorno al Tottenham (o l'approdo al Manchester United di Mourinho, che non ha mai nascosto la stima per Gareth) farebbe incassare una cifra molto minore di quella spesa per assicurarselo quattro anni fa.

RIPARTIRE - Se i numeri fanno rumore, la frustrazione è sottintesa: Bale, alla soglia dei 29 anni, dovrebbe essere all'apice della carriera; e invece, ancora una volta, deve ricominciare un percorso di recupero. Magari ascolterà i consigli di un altro figlio di Cardiff, Ryan Giggs: “A questo punto deve affrontare la situazione, pensare a dei cambiamenti. A 30 anni non puoi giocare come quando ne avevi 19, ma l'esperienza rende il tuo cervello più veloce: puoi essere più intelligente e più efficiente.” Gli fa eco il ct della nazionale gallese, Chris Coleman: “Alcuni giocatori variano con l'età il loro diario di allenamento, ma sta a lui e al Real Madrid valutare.” Ovvero, c'è da trovare un punto di incontro fra la volontà di portare al limite lo sforzo fisico (caratteristica del calcio di Bale, improntato sulla potenza) e la necessità di rispettare i tempi di riposo e di recupero, sempre più severi con il passare degli anni (e degli infortuni). Ancora Coleman: “Quando lavori duramente per tornare in campo, possono accadere questi contrattempi. Ma lui supererà anche questo momento. Ha solo bisogno di ristabilirsi e di riacquistare la forma, prendendosi il tempo necessario e non anticipando il rientro.” Le energie non mancano, come non manca la consapevolezza che ogni avventura pretende i suoi ostacoli. Già quindici anni fa tale Gwin Morris, professore di educazione fisica di Gareth, creava regole speciali per limitare lo strapotere tecnico del ragazzo: gioco a un tocco e divieto di usare il piede sinistro. Dicembre, con il Mondiale per Club e il Clásico, lo aspetta.