In comune hanno il modulo di riferimento (3-5-2) e l’effetto taumaturgico sulle nuove panchine. Davide Ballardini e Massimo Oddo hanno rigenerato il cammino di Genoa e Udinese, provando a dare nuova linfa anche alle rispettive carriere. Il successo contro il Verona firmato da Pandev ha portato al Grifone il settimo punto in tre partite, tutti conquistati dal ritorno su quella panchina (il terzo) di Ballardini. L’esordio vincente a Crotone, l’ottimo pari interno con la Roma prima del blitz al Bentegodi. Nel mentre, anche la qualificazione agli ottavi di Coppa Italia superando di misura ancora il Crotone. Un’iniezione di solidità, con la porta rimasta inviolata in tre occasioni su quattro. Nelle precedenti dieci partite, per dare un’idea, Perin aveva subito ben 19 gol. 

Meno pragmatico, forse più effervescente, allo stesso modo efficace l’approccio di Massimo Oddo alla guida dell’Udinese. Il rotondo successo di Crotone (avversario ricorrente, al quarto ko di fila) è il primo conquistato sul campo nel suo curriculum da allenatore in Serie A, dopo gli stenti di Pescara. Il bilancio parziale parla di una sconfitta onorevole all’esordio contro il Napoli, seguita dal surreale 8-3 rifilato al Perugia in Coppa Italia prima del blitz in Calabria. Cinque i punti di vantaggio sulla zona rossa, con una prospettiva di lavoro intrigante – considerando l’organico a disposizione – per un teorico e praticante del calcio offensivo. 

COME SI CAMBIA - In entrambi i casi, dopo la partenza col botto, la sfida sarà trovare un soddisfacente equilibrio di rendimento. In totale gli avvicendamenti sulle panchine del massimo campionato sono stati già sei in questa prima parte della stagione. Se De Zerbi spera di cavalcare nell’immediato l’onda emotiva per il primo punto del Benevento, più valutabile è il caso del Cagliari: l’esonero di Rastelli è arrivato dopo sei punti in otto giornate (0,75), Diego Lopez ha portato a casa dieci punti alla media di 1,42. Iachini al Sassuolo è partito superando il Bari in Coppa Italia, salvo crollare poi in campionato a Firenze. Per valutare il suo impatto gli va concessa qualche settimana, discorso che vale anche per Rino Gattuso. Il rocambolesco pari del Ciro Vigorito firmato da Brignoli resta per il Milan una mezza sconfitta, non certo la scossa che ci si attendeva dopo l'esonero di Montella. Ma il calendario delle prossime settimane può aiutare la risalita: fino all'incrocio a San Siro con la Lazio del 28 gennaio, i rossoneri non troveranno sul loro cammino nessuna delle prime cinque.