La grande partita di ieri sera a San Siro tra Milan e Barcellona in Champions League ha 'chiuso il cerchio' per quanto riguarda molte situazioni dentro e fuori dal campo, a partire dagli autori dei due gol che hanno deciso l'incontro: i centrocampisti ghanesi Kevin-Prince Boateng e Sulley Muntari.

Il primo si è risvegliato da un lungo letargo, iniziato dopo l'euro-gol segnato nella sfida col Barça del 23 novembre 2011. Dal canto suo Muntari si è fatto perdonare con gli interessi per l'infortunio patito lo scorso giugno giocando in spiaggia insieme agli amici, che tra l'altro indusse Galliani a prendere Constant, poi trasformato in un affidabile terzino sinistro da Allegri.

Proprio l'allenatore rossonero ha impostato la classica partita perfetta a livello tattico, prendendosi una gran bella rivincita nei confronti dei suoi detrattori, pure del presidente Silvio Berlusconi che non gli ha mai risparmiato una critica, a differenza di Galliani che lo ha sempre difeso.

A inizio stagione era molto criticato anche Montolivo, autore di una prestazione da incorniciare. Il centrocampista veniva accusato di essere un po' un 'fighetta' molle e senza grinta, invece sta dimostrando sul campo di essere diventato un vero e proprio lottatore col coltello tra i denti. Il tutto senza trascurare la tecnica, tanto da riuscire a riempire almeno in parte il vuoto lasciato dalla partenza di Pirlo. E pensare che nel settembre del 2011 lo stesso Montolivo, ai tempi della Fiorentina, si era lamentato con il presidente Della Valle dicendogli: "Voglio andare via a parametro zero, così sono più sicuro che ci saranno società importanti disposte a prendermi. Non posso vedere Nocerino che gioca al Camp Nou mentre io sto qui".

Infine il grande assente, Balotelli. Dopo il precedente del 20 aprile 2010, quando buttando a terra la maglia nerazzurra a fine partita sancì di fatto il suo addio all'Inter, ieri Mario ha esultato in tribuna con gli amici e la fidanzata Fanny Neguesha. Il suo acquisto ha ridato entusiasmo a tutto l'ambiente rossonero, passato nel giro di pochi mesi dall'incubo (svanito) di rimanere invischiati nella lotta per non retrocedere in serie B al sogno (realizzato) di battere la squadra più forte del mondo. Galliani vede in lui il nuovo Ibra, sperando che per l'attaccante svedese continui la maledizione Champions per cui la squadra che lascia diventa campione d'Europa...