C'è chi il futuro lo vede troppo lontano e chi invece inizia a costruirlo adesso. Perché il tempo è troppo prezioso per lasciarlo passare. Così il destino della medicina sportiva ce lo diranno a maggio (dal 13 al 15) l'Isokinetic e il Barcellona. Insieme hanno organizzato il convegno "The Future of Football Medicine". «Lavoriamo per le generazioni future: è prezzo che deve pagare la scienza». Stefano Della Villa fondò l'Isokinetic nel 1987. Aprì la prima sede a Bologna, oggi sono 7 sparse in tutta l'Italia più una nel cuore di Londra. Ha curato un sacco di campioni (Roberto Baggio, per esempio, nel 2002 venne rimesso in piedi in 74 giorni) e l'Isokinetic è oggi uno dei centri di eccellenza Fifa. Un colosso della medicina, maestri della riabilitazione sportiva. 

Per questo il Barcellona gli ha chiesto di mettere in piedi al Camp Nou quello che sarà «il più grande convegno della storia della football medicine». Nella Green Room, cuore pulsante dell'Isokinetic, è stato presentato l'intero programma. E c'era anche Jordi Monés, uno dei board of directors del club blaugrana. Cravatta stretta, occhiali patinati, Monés ha spiegato perché il Barcellona è più di un club. «Vogliamo essere i migliori in tutti i settori. We believe: in dreams. Crediamo nei sogni», ha detto con un sorriso. 

Basti pensare all'investimento che il Barça fa nel settore medico: 5 milioni di euro per migliorare le condizioni dei calciatori, monitorare la loro salute e il loro benessere, valutare ogni aspetto, raccogliere dati. Innovare, insomma. Monés si occupa proprio degli aspetti medici del Barca. «Gli atleti li curiamo noi o si possono curare dove preferiscono. Ma il vero tema è la prevenzione, soprattutto per quel che riguarda il settore giovanile». 

Prevenire gli infortuni, ecco uno dei fulcri portanti del  prossimo congresso di Barcellona. Con 203 relatori, i temi saranno moltissimi e toccheranno tutti il futuro con un dito. Dagli apparecchi all'avanguardia per monitorare o visitare gli atleti agli studi sulle neuroscienze, le cellule staminali, l'exercise medicine, i sistemi Gps. E' previsto l'arrivo di oltre 2.000 persone da tutto il mondo, «Italia, Germania, Burundi, Maldive: dite un posto qualsiasi e qualcuno arriverà anche da lì», dice Della Villa. 

Un successo che è ancora una volta la conferma delle eccellenze italiane, il segno che il Made in Italy funziona come si deve. Oltretutto l'Isokinetic compirà 30 anni proprio il prossimo anno. «Quel che speriamo è essere un hub - ha chiuso Della Villa -, vorremmo essere una sorta di aeroporto della conoscenza scientifica: dove atterranno e partono aerei di cultura».