Nubi diradate, sorriso largo e un futuro da costruire su nuove certezze. Il mercato consegna nelle mani di Baroni un Benevento riveduto e corretto. Il tecnico giallorosso rilegge la rosa e si frega le mani per quello che la società gli ha messo a disposizione: “Sono estremamente soddisfatto” ha commentato così a trattative concluse e sipario definitivamente calato. Il legittimo compiacimento di chi è riuscito a ottenere ciò che voleva.

Il giudizio del campo è ancora lontano, vista la sosta per gli impegni delle nazionali, ma nell'immediato ciò che emerge è che, almeno sotto il profilo della qualità, questa squadra ha fatto un bel passo in avanti. La positività, però, va cercata soprattutto nella versatilità di un organico che permette a Baroni di avere a disposizione più soluzioni da adottare durante il campionato o magari anche a partita in corso. Basta guardare al reparto offensivo: se in questo avvio di campionato il driver giallorosso si è stretto attorno ai soli Coda, Puscas, D'Alessandro e Ciciretti, adesso è finalmente nelle condizioni di allargare il ventaglio e aggiungere qualità vera al motore del suo Benevento grazie agli arrivi di Iemmello, Armenteros, Parigini e Lombardi.

Dunque, sul piano tecnico il bilancio è decisamente in attivo. Ma potrebbe non bastare perché, negli intrecci pazzi dell'ultimo giorno di trattative, probabilmente la società sannita non ha tenuto conto di un aspetto: l'esperienza. È il fattore che manca a questa squadra. Per esperienza non ci si riferisce solo al numero di presenze in massima serie A che ogni singolo giocatore vanta nel proprio curriculum, ma soprattutto all'abitudine a lottare per un obiettivo complicato da raggiungere come la salvezza. Nell'organico del Benevento, ce ne sono pochi: Memushaj, Letizia, Costa, Belec hanno già potuto toccare con mano le difficoltà di un percorso pieno di ostacoli. Gli altri se ne renderanno conto strada facendo.